Gli ormoni per essere più buoni, una cura per la #buonascuola

Poi ci sono anche le belle notizie, le breaking news che danno morale, almeno il tempo di un buon mattino.
Poi ci sono anche le belle notizie, le breaking news che danno morale, almeno il tempo di un buon mattino. Non è il pil, non è Fassina che lascia il Pd. E’ che c’è una pillola che ci renderà buoni. Ma buoni davvero. Basta bombarsi un po’ di ossitocina, che infatti chiamano l’ormone dell’amore (non quell’amore, per quello siamo già a posto) ma l’ormone delle mamme e, chissà mai, anche l’ormone dei prof che non fanno sega all’Invalsi. Insomma, farmaci così li chiamano antiserotoninergici e ce n’è già un mucchio in giro. Perché l’evoluzione non ci ha preparato alla soluzione dei dilemmi morali, e questo a dire il vero non ci voleva un neuroscienziato per scoprirlo, e non abbiamo senso di responsabilità bastevole per sopravvivere (su questo, chiedete un po’ a Fitto). Poi zac, ecco una pillola che ci rende buoni. C’è solo da sognarlo, un mondo non dico senza talebani, ma almeno senza gli arbitri internazionali che brutalizzano Rafa Benítez ogni volta che si allontana da Fuorigrotta. E tanti saluti anche al vecchio Tiesse Eliot, quello che metteva in guardia gli uomini desolati della terra dall’accanirsi a voler creare “sistemi talmente perfetti, che nessuno avrebbe più bisogno di essere buono”. Sistemi? Bastano gli ormoni. Ma se bastano gli ormoni, viene da pensare, ora che l’euforia del buon mattino ci sta passando. Se basta somministrare una bella cura ormonale da cavallo, non è che pure la Giannini la Buona scuola gliela fa a portarla a casa? 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi