La contagiosa risata del bancomat di cittadinanza

Se il populismo sia uno spettro che si aggira per l’Europa, o una farfalla che batte le ali ad Assisi e provoca una tempesta a Milano, è quesito da politologi.
Se il populismo sia uno spettro che si aggira per l’Europa, o una farfalla che batte le ali ad Assisi e provoca una tempesta a Milano, è quesito da politologi. Forse è solo come certe crisi da risata sul tram, inizia uno senza motivo e dopo un po’ si sganascia pure il macchinista. Il populismo è come la grappa, fa male ma mette allegria. Ad esempio la Premiata Allegroni Beppe Grillo ha scarpinato per mezza Umbria per lanciare il non plus ultra, il reddito di cittadinanza. Altro che il comunismo è una ciotola di riso, questo è il bancomat del popolo. Una spesuccia da 17 miliardi, che volete che sia? Una risata forse li seppellerirà, ma intanto ha contagiato Bobo Maroni, che senza spostarsi dal suo grattacielone ieri ha cavato il coniglio: “Voglio introdurre in Lombardia la prima sperimentazione del reddito di cittadinanza”. Ha lasciato basìti perfino i suoi assessori. Grillo, che non è fesso, ha mangiato la foglia: qui ci sorpassano a destra nella lunga marcia, e ha dato il benvenuto a Bobo. Ma il suo candidato alla regione Umbria, più populista del re, ha cacato dubbi: “Maroni fa solo retorica, noi abbiamo individuato una platea di 125 mila persone bisognose”. Il 15 per cento della popolazione umbra. Matteo Salvini, che è più politico, ha invece pensato ad altro: quel tosiano infìdo di Maroni mi fa concorrenza interna, così l’ha menato con argomenti degni di Mario Monti: “E’ un messaggio culturalmente sbagliato, elemosina di stato”. Vi viene da ridere? E’ il contagio del populismo, ragazzi.

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