Fabio, Mingo e la nemesi di Striscia. (Caro Orson Welles, eri una mezza pippa)

Come il cammello evangelico dalla cruna dell’ago, è più facile che uno spettatore medio abbia visto più reportage di Striscia la notizia che non compassati servizi dell’Agenda economica di Mario Sechi su 2Next.
Come il cammello evangelico dalla cruna dell’ago, è più facile che uno spettatore medio abbia visto più reportage di Striscia la notizia che non compassati servizi dell’Agenda economica di Mario Sechi su 2Next. Ma Sechi è un segugio dell’informazione, mai ti verrebbe in mente che ti stia bellamente prendendo per il culo. La premessa evangelica non cambia però di segno alla domanda: perché mai uno spettatore, quantunque medio, dovrebbe fidarsi ciecamente, come di un sondaggio di Pagnoncelli, di due che si chiamano Fabio e Mingo (da Bari) che ti sfornano uno dopo l’altro scoop galattici e storie di vita vissuta ai confini della realtà? E’ una domanda cui, dopo anni a decrittare balle mediatiche, ancora non so dare risposta. Sta di fatto che il Gabibbo – il Gabibbo – ha accusato Fabio e Mingo di falso (falso, il Gabibbo: all’Orson Welles di “F for Fake” non sarebbe mai venuta in mente) per due servizi su una maga sudamericana e un falso avvocato (il falso del falso avvocato: caro Orson, eri una mezza pippa). Minacce di azioni legali e alla fine Striscia li ha sospesi. I presunti contaballe hanno fornito una replica degna di un corso di semiologia: “Ci siamo sempre prodigati nell’ambito dei servizi, prodotti esclusivamente nel rispetto delle precise indicazioni ricevute, assecondando, sempre, gli autori del programma nella scelta e nelle modalità di esecuzione dei servizi stessi”. Un’onorata carriera a sbertucciare le balle degli altri, Striscia, per poi trovarsi il morto in casa. Se non è nemesi questa, la nemesi cos’è?

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