Ma quanto sono diseducative le foto dei pornoprof

La signora Anna Ciriani era assurta agli onori delle cronache poiché, attrice nel tempo libero di film hard amatoriali.
La signora Anna Ciriani, docente di italiano, storia e geografia in quel di Pordenone, era assurta agli onori delle cronache mondane nell’anno scolastico 2009, gratificata dal nomignolo di “pornoprof” poiché, attrice nel tempo libero di film hard amatoriali, alcuni suoi frame, forse di intento didattico ma facilmente equivocabili dagli allievi, erano finiti sui siti web. Le autorità decisero che la passione amatoriale non costituiva conflitto d’interessi nei confronti dell’attività didattica, a patto che le relative immagini non comparissero mai più. Ieri era giorno del Grande Sciopero per migliaia di suoi colleghi, dei quali ignoriamo i secondi lavori amatoriali. Ma per un caso del destino nuove foto della pornoprof sono comparse. Lei ha sostenuto che le era stato hackerato il profilo Twitter. Cosa probabile, come è del resto probabile che pure Renzi e la Giannini siano rimasti vittime di hackeraggio, non si spiegherebbe altrimenti come abbia potuto divenire di dominio pubblico, e anzitempo, la loro scombicchierata riforma. Sta di fatto però che, scorrendo con occhio avido e, ammettiamo, un filo lubrìco le foto sui siti delle manifestazioni dei prof, in cui uomini e donne che da molto hanno passato l’età che giustifica l’esibizionismo si mostravano perversamente abbigliati e con le mani pittate esibendo pose e scritte da pochade (“la bona sòla” o “ritiro buono squola”), c’è venuto da pensare a quanto siano davvero diseducativi, gli atti scemi in luogo pubblico.

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