L’Ulivo e il vendicativo Prodi, alias Xylella fastidiosa

Il terzo della serie cui si vorrebbe anche volere un po’ di bene
Il terzo della serie cui si vorrebbe anche volere un po’ di bene, qui a fasi intermittenti non è che gli si sia proprio voluto bene, al limite rispetto e cortesia, ma davvero non è facile volergli bene, insomma non è una pasta d’uomo, è Romano Prodi. Altra sinistra, a chiamarla un po’ genericamente, sinistra. La sinistra nella sua fase ulivista, che comunque è stata un bel ceppo, resistente e interessante nonostante i fastidiosi cespugli, della botanica politica. Romano Prodi s’è fatto fama negli anni, ormai lunghi anni, di uomo spigoloso e vendicativo ben diversamente dalla bonaria immagine da curato roncalliano di cui s’è fatto maschera e corazza. Ieri molto si parlava del suo nuovo libro, “Missione incompiuta”, una “intervista su politica e democrazia” (sottotitolo) con l’inzigoso Marco Damilano. Sottotitolo, potevano anche mettere: “Cattivissimo me”, che il Prof. qualcosa del cartone animato pure ce l’ha. E’ un meraviglioso distillato di veleni, vendette, stilettate e punture. Ruini? “Lo conosco fin da quando sarebbe stato certamente d’accordo sull’espressione ‘cattolico adulto’”. Maradona? Ancora gli rinfaccia una mancata turnée pro Iri in Cina. Craxi? Fu lui a coniare “Mortadella”. Renzi? “Questo paese è scalabile, ma la scala la devono fornire gli elettori”. Dimenticavamo: i franchi tiratori furono 120. Ergo, in giro ci sono ancora 19 stronzi non identificati. State accuorti. Altro che ulivo, la Xylella fastidiosa era un fiorellino, al confronto.

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