L’indole neghittosa del transeunte Pisapia e la sinistra nella sua fase differenziata

Un altro della gauche aranciòn cui non si può non volere un po’ di bene, pure qui gli si è sempre voluto un po’ di bene, all’uomo e al garantista, è Giuliano Pisapia.
L’indole neghittosa del transeunte Pisapia e la sinistra nella sua fase differenziata
Un altro della gauche aranciòn cui non si può non volere un po’ di bene, pure qui gli si è sempre voluto un po’ di bene, all’uomo e al garantista, è Giuliano Pisapia. Ieri a Milano era Mourning day, funerali solenni in Duomo per le vittime del tribunale (quelle di stato). Ma in mattinata il transeunte sindaco ha trovato il tempo per comparire in una lunga intervista al Corriere con un Aldo Cazzullo un po’ autunnale, nonostante la precoce afa agostana. L’avvocato ha tenuto il punto sulle sue idee, e ciò gli fa onore. Ad esempio Cazzullo gli chiede di Renzi, e lui: “Stimo profondamente Enrico Letta, ma va riconosciuto che Renzi ha avuto un cambio di passo”. Fa l’amabile pignolo anche su Scola che all’inizio lo confondeva con suo fratello. Ma i migliori cambi di luce brillano altrove, del resto l’uomo, più che lindo, è trasparente. Sono là dove emerge l’indole neghittosa della sua sindacatura, che è l’indole di tutta la sua sinistra. Nella mossa sempre in difesa (i ladri dell’Expo? “L’amministrazione non è stata toccata”). Nel regno delle idee piccine picciò che non sanno volare: “Lo dicono tutte le statistiche. Milano è prima per car e bike sharing, per co-working, per start up. Per i diritti: registro delle unioni civili, testamento biologico, fecondazione eterologa. Per la raccolta differenziata è la prima in Europa. Lo ripeto: Milano oggi è la vera capitale d’Italia. E sta tornando a essere la capitale morale”. Perbacco, Manhattan è Quarto Oggiaro, al confronto. Una Milano pulita, figlia complessata della sinistra nella sua fase differenziata.

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