Mia nonna, il perfetto film elettorale di Nanni per Hillary

Esistono le coincidenze spazio-temporali ad alto contenuto simbolico? Anche no. E comunque è troppo presto per dirlo. Presto perché “Mia madre” qui ancora non l’ha visto nessuno (tranne Annalena e Mariarosa).
Mia nonna, il perfetto film elettorale di Nanni per Hillary
Esistono le coincidenze spazio-temporali ad alto contenuto simbolico? Anche no. E comunque è troppo presto per dirlo. Presto perché “Mia madre” qui ancora non l’ha visto nessuno (tranne Annalena e Mariarosa). E perché prima di rientrare alla Casa Bianca, ma dalla porta principale, relegando il caro Bubba nella East Wing, la neo-bis candidata Hillary Clinton dovrà farne di strada. Però, se la campagna di lancio presidenziale di “Mia nonna” Hillary (“diventare nonna mi ha dato la spinta per candidarmi di nuovo”) l’avesse curata Nanni Moretti, l’esito sarebbe stato migliore di quanto non abbia sortito il primo impatto della macchina comunicativa della senatrice, messa su con sagace bilancino tra vecchie pantegane della politica e giovani spin del mondo che vive di social. Migliore, perché l’uomo che rottamò ante litteram i miti politici delle belle giovinezze (“sono uno splendido quarantenne”) oggi lo ridirebbe varcati i sessanta, adesso che “si pensa di più alla morte”, ma tenendosi lontano dalla commozione e dalla nonnitudine. Armi che non è detto invece che Hillary non sfodererà, quando l’ora verrà: “The science is clear: The earth is round, the sky is blue, and #vaccineswork. Let’s protect all our kids. #grandmothersknowbest”, è un suo celebre tweet. Ma soprattutto perché nel modo morettiano di guardare le cose c’è totale assenza di salvifico nuovismo. E dopo la bella gioventù di Obama, o di chi volete voi, non guasta.

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