Intercettare per salvare la gente. L’evoluzione di Selvaggia

Salvare le persone è una missione. Bisogna non avere schifo di niente.
Salvare le persone è una missione. Bisogna non avere schifo di niente, fosse pure portare i clochard a vedere la Sistina. Un lavoraccio anche per il Papa. Farlo da dietro un microfono è un’altra cosa. Spiace nominare qui Sara Tommasi, la ragazza famosa per essere stata una pornostar quasi famosa e per un rapporto non proprio lineare con se stessa. Ma l’altro giorno Selvaggia Lucarelli l’ha chiamata in diretta dal suo programma in radio, per chiederle di un ultimo penoso gossip. Quell’altra era in tassì, non compus sui, e Selvaggia l’ha tirata in lungo, tono materno: stai bene? sei sicura? E siccome non è una che vuole approfittarsi della cattiva fama della ragazza, no, s’è fatta passare il tassista: “Ti ha fatto delle proposte strane?”. Il giorno dopo, ha scritto su Fb: “Pubblico questa telefonata perché sia chiaro a tutti: Sara sta male. Molto male. Si tratta di abusare di una donna in condizioni psichiche infelici”. E dunque “chiunque ne approfitti è una merda umana”. Domandina che anche chi sa come funziona lo show è costretto a farsi: allora non poteva riagganciare, invece di star lì a ciacolare come “una merda umana” (cit.)? Ma una cosa è chiara. Selvaggia ha capito tutto del Giornalismo Morale: le intercettazioni si fanno a fin di bene (quella è un’intercettazione, non un’intervista) e poi si pubblicano per la salvezza altrui. Di più: l’intercettazione l’ha fatta di persona, poi l’ha pubblicata, poi ha sputato la sentenza. Non sappiamo se credere al gossip che la vuole in transito verso il Fatto. Ma Travaglio è avvertito: questa gli mangia la pappa in testa.   

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