Brevi note sul tempo e su un titolo per il libro E. Letta

Il tempismo è tutto in moltissimi sport, compreso il Subbuteo, figurarsi in politica.
Il tempismo è tutto in moltissimi sport, compreso il Subbuteo, figurarsi in politica. Ma inspiegabilmente, dopo lungo e indispettito silenzio, Enrico Letta ha scelto il giorno dell’eclissi totale per annunciare che sta scrivendo un libro. Peccato che, come titolo, “Sottomissione” sia già bell’e andato e che “Inaffidabile” tiri troppo sull’autobiografico, per “una riflessione che guarda al futuro”. Peccato anche, sempre per rimanere nel campo neutro della riflessione sul tempismo, che il momentum politico non sia dei migliori nemmeno per gli amici giovani carini e post democristiani con cui Letta s’immaginava un lungo navigare: Angelino Alfano e, pour cause, Maurizio Lupi. Per farla corta, quel che al momento s’intuisce dell’opera in arrivo è soprattutto il compassato livore di un politico che s’è fatto battere sul tempo: “Uno che non mantiene la parola data, è l’identikit tratteggiato nelle ultime bozze dall’ex capo del governo…”, ci informa il bravo Tommaso Ciriaco. Chi sia l’assassino mancatore di parola, come in ogni buon giallo, è difficile capire: “Buffetti e autentiche sberle, fino alla sentenza definitiva: il presidente del Consiglio non si è mostrato politicamente affidabile”. Ieri il web ci informava pure, a nove anni dalla nascita di Twitter, dei “dieci cinguettii che hanno cambiato la storia”. Si va dal “More four years” di Obama al sepolcrale “#JeSuisCharlie”. Fa strano che nessuno abbia pensato a candidare il definitivo “#enricostaisereno”.

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