La contemporaneità renziana di Costanzo e dei rigatoni

A schivare le pallottole, che ci hanno malamente riportato alla contemporaneità dei giorni dell’Is, circolava ieri la notizia trionfale che Giovanni Floris è tornato “re dei talk-show”. Il suo “Dimartedì” cairota ha battuto per un pugno di share il “Ballarò” putativo di Massimo Giannini.
La contemporaneità renziana di Costanzo e dei rigatoni
A schivare le pallottole, che ci hanno malamente riportato alla contemporaneità dei giorni dell’Is, circolava ieri la notizia trionfale che Giovanni Floris è tornato “re dei talk-show”. Il suo “Dimartedì” cairota ha battuto per un pugno di share il “Ballarò” putativo di Massimo Giannini. Ieri c’era anche una bella intervista (“secondo tempo” del Fatto) a Maurizio Costanzo, che i due ragazzi se li mangerebbe ancora in trippa (infatti dice: Del Debbio lo sottovalutano, è “un Funari che ha letto un libro”), in procinto di tornare per quattro puntate col suo mitologico Show. La tv generalista è l’elettrodomestico meno contemporaneo d’Italia (“sono gli ultimi colpi”, dice) e Costanzo è il pezzo meno contemporaneo dell’Italia televisiva. Infatti va in onda sulla rete meno contemporanea di Mediaset, Rete 4. Ma forse non è vero. Costanzo è stato la contemporaneità officiata agli italiani per tre decenni, l’impudico senso comune di tutto ciò che poteva fare costume e tendenza. E’ presto per dire se sarà ancora lui l’elettrodomestico preferito dagli italiani. Ma ha l’aria di essere il più attrezzato, Floris non se la prenda, anche per la contemporaneità renziana, che fa surf sull’Italia che c’è in attesa di quell’altra. Al centro ci sarà la famiglia. “Sei favorevole all’adozione delle coppie gay?”. “Sto con Elton John”. “Di politica preferirei non parlare”. “La mia preferita è la Madia”. Renzismo puro. (Ieri, l’Europa ci ha ridato dopo 14 anni i rigatoni con la pajata. Contemporanei anche quelli).

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