Anniversario di quelli che facevano presto

Non si può che convenire con il laconico analista @peraltro

Non si può che convenire con il laconico analista @peraltro (al secolo Francesco Cundari) quando tuitta: “Mi sembra ormai evidente la correlazione tra l’andamento dello spread e i successi di Scelta civica”. (Del resto su Twitter si va per copiare, che altro?, come ci ha insegnato il ceo di Twitter). Peraltro, l’analista laconico tralascia un’altra categoria di bella gente che ieri, giorno dello spread tornato sotto quota 100, dovrebbe farsi delle domande, anche senza darsi risposte. Ieri, ad esempio, era l’anniversario dei 1.205 giorni da quello storico titolo del Sole 24 Ore, “FATE PRESTO”, che s’immolava ad arginare l’orlo dell’abisso. Alla fine, s’è immolato solo nella storica short list dei titoli più hellzapoppin’ della storia del giornalismo. Tra “SCUSACI PRINCIPESSA”, con cui il fu quotidiano della fu classe operaia chiese perdono a Lady D. a nome del Paparazzismo Collettivo e la Gazzetta che titolò “PRESO GILBERTO” una mattina che Massimone Moratti aveva buttato un po’ di danari al vento per ingaggiare un oscuro ballerino di samba. Tornando a noi, da quel novembre 2011 non è che dalle parti di Confindustria abbiano proprio aiutato a fare presto. Che ci abbiano sudato camicie. Né sulla riforma del lavoro, né su Forza Marchionne, né su mille altre cosucce da fare, dalla giustizia in giù. Poi è arrivato uno che sta facendo presto, molto presto, davvero. Ma nei giornali che contano l’unica cosa che sanno fare è star lì a vedere se Bersani riuscirà, almeno un po’, a fargli il culo.

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