Buffalo Bill e gli islamici (starring Federico Rampini)

Come nel vecchio film di Bob Altman, parodia della paura dell’uomo bianco per gli indiani

Come nel vecchio film di Bob Altman in cui andava in scena la parodia della paura dell’uomo bianco per gli indiani, l’incubo di Toro Seduto vincitore pure nel circo del Wild West, Federico Rampini s’è prodotto ieri su Rep. in un numero altamente equestre. Il caso è l’uccisione in North Carolina di tre giovani musulmani massacrati per odio religioso da un vicino di casa. Ne conclude, dopo ampia analisi, che se non è complotto, poco ci manca: “Perché ci siano gli estremi di una ‘questione islamica’” in America, “bisogna crearla”. Il suo compagno di pagina è Nicholas Kristof, premio Pulitzer per l’antioccidentalismo, che mescola pere e mele, #muslimlivesmatter e giudici che rifiutano di approvare i matrimoni omosessuali. “Resistere alla bigotteria”. Da qualche parte, in questa pagina, so che il Direttore Emerito sta prendendo a pugni Bergoglio, che s’è reso disponibile a diventare spot per gli islamici che si sentono odiati. Magari ha ragione. Ma Rampini che fa Buffalo Bill intriso del senso di colpa dell’uomo bianco in un paese che il genocidio degli islamici non lo pratica, e dove pure l’idea di far chiamare alla preghiera il muezzin da una cappella d’università era “apparso un simbolo potente di convivenza”, e invece i convegni di musulmani vengono “interrotti da integralisti cristiani” e l’intolleranza antislamica “si traduce in violenza”, dà un’idea alquanto ribaltata del mondo. E’ la parodia della parodia di Altman. Non fa neanche ridere.

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