I soliti civici (l’hanno rimasto solo, ’sti otto tecnocrati)

Stare adesso a rimuginare che avrebbe potuto salirci lui a piedi, col trolley, sul Colle più alto, adesso che c’è arrivato con la Panda uno più grigio di lui, a che serve?

Stare adesso a rimuginare che avrebbe potuto salirci lui a piedi, col trolley, sul Colle più alto, adesso che c’è arrivato con la Panda uno più grigio di lui, a che serve? E’ come trovarsi al bar con Brunetta, quattro pensionati mezzo avvelenati, a raccontarsela che il golpe, quella volta, ci fu. Storia passata. Adesso non serve neanche dirsi che ci vorrebbe lo streaming, per vedere come volano gli stracci quando sono gli stracci della società civile a volare, al congresso di Roma, domani. E recriminare su una battutaccia del Royal, “dialogherò anche con Scelta civica, se esiste ancora”. O forse era un pronti via? Parole d’amarezza, quelle del deputato Andrea Vecchio: “Ecco che i transfughi si dirigono finalmente verso lidi più promettenti”. Hanno fatto san Martino fuori stagione. Gianluca Susta, Alessandro Maran, Linda Lanzillotta, Pietro Ichino, la dama Ilaria Borletti Buitoni e l’economista Irene Tinagli, il viceministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda  e pure il ministro pop dell’Istruzione, Stefania Giannini. Benedetto Della Vedova aveva pronta una mozione: “Per non sfasciare tutto”. Già. Ma pensarlo lì, il Prof. Monti, come Gassman nel film di Monicelli, nell’alba di Milano, col gessato sdrucito e non proprio di sartoria, che grida contro il fato: “M’hanno rimasto solo, ’sti otto tecnocrati!”. Ecco, fa male.

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