Cinque stelle del cinema

Sarà che lui si presenta col giaccone di Lorenzo, quello di Corrado Guzzanti.

Sarà che lui si presenta col giaccone di Lorenzo, quello di Corrado Guzzanti. Sarà Piazza Farnese, location bislacchissima per evocare la povertà. Non pensavamo che esistesse un’estetica a cinque stelle. O forse sì, chiamala estetica, un po’ grossier, la battuta grassa. E invece ecco un’epifania naïf, un filmino di famiglia e quell’effetto-verità preterintenzionale che ti fa dire: anche se hanno ragione, hanno torto per forza. Qui siamo addirittura al fauvisme cinematografico, la selvatichezza di ragionamento che si fa visione del mondo. Questo spot intitolato come un film della Wertmüller, “Uscire dall’euro è possibile, ma abbiamo bisogno del tuo aiuto”, con Paola Taverna doppiata dallo spettro della Sora Lella, è imperdibile. Squaderna mondi (im)possibili. E’ un Cielo sopra Berlino ribaltato in Accattone sotto Francoforte. Insomma magnetico. Il caffè a mille lire, il barbiere a un deca, il ristorantino di quelli coi piatti lunghi (Dio li perdoni, i ristoratori, ma anche no). E lui, con la morettona in tubino, lui, che dopo un “aperitivo per 2 - 12 mila lire” le regala un libro. Un libro, capite, mica la 47esima serie di “Gomorra”. No, lui è il cittadino perfetto, wannabe felice, quelli che quel belìn di Beppe Grillo ha sempre sognato valessero uno vale uno. Lui le regala poesie di Walt Whitman. E a quel punto quasi ci credi, che uscire dall’euro è possibile. L’unica cosa che in quel sogno a occhi aperti non riesci a credere, è: ma se le regali Walt Whitman, poi, come direbbe Grillo, si beccia?

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