E se Truman Capote fosse il ghost writer di Ncd? (Naa…)

Frasi così, parole forti: “E’ un genietto della politica, ma ha bisogno di noi, ha più bisogno lui di noi che noi di lui”. Euclidee: “E’ un patto biunivoco (sic!), siamo biunivocamente necessari (ari-sic!), lui ha bisogno di noi, noi di lui”.

Frasi così, parole forti: “E’ un genietto della politica, ma ha bisogno di noi, ha più bisogno lui di noi che noi di lui”. Euclidee: “E’ un patto biunivoco (sic!), siamo biunivocamente necessari (ari-sic!), lui ha bisogno di noi, noi di lui”. Azzardi veri, profumi di un’èra nuova della comunicazione politica. “Se li cercasse, i suoi Responsabili li troverebbe. Ci libererebbe da un peso: dal senso di responsabilità che è stato alla base della nostra permanenza al governo”. Senza più incertezze. Finalmente. Quasi non trovi le parole per commentarlo, questo cambio di passo. Questa neolingua con le contropalle. Si potranno mai più dire, davanti a narrazioni così, parole sciape come “fare un salto nel buio”, “guardare oltre la siepe”? Vero che Harper Lee ci ha messo 55 anni a vederci qualcosa, oltre a quel buio. E pure aveva Truman Capote, un ghostwriter mica male. Invece scopri che Formigoni e Quagliariello hanno un ghost writer così: “Serve un cambio di passo, hashtag #cambiodipasso, lo dico così, così vedete che sono diventato renziano”. Lupi: già un passo oltre la siepe.

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