Nessun complotto contro l'Italia. "E' il mercato, bellezza! Le banche prendano nota", dice Renzi

In un intervento sul Guardian e in un'intervista al Sole 24 Ore, il presidente del Consiglio respinge le ipotesi complottiste sulle turbolenze di mercato. Ma non esclude del tutto un paragone con l'estate del 2011.
Nessun complotto contro l'Italia. "E' il mercato, bellezza! Le banche prendano nota", dice Renzi

"E' il mercato, bellezza". Detto in inglese: "When the market speaks…". Stamattina il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in un'intervista al Sole 24 Ore e poi in un intervento sul quotidiano inglese Guardian, ha respinto ogni lettura complottista delle turbolenze di mercato in atto. Eppure ieri, da alcuni analisti di Mediobanca fino ai vertici dell'Associazione bancaria italiana, nessuno si sentiva di escludere la presenza di una "manina" con qualche velleità politica dietro i saliscendi in corso. Pur non escludendo del tutto un paragone con l'instabilità finanziaria che a partire dall'estate del 2011 destabilizzò l'allora governo Berlusconi.

 

Il direttore del quotidiano confindustriale, Roberto Napoletano, ricorda che "oggi l'opinione diffusa è che l'unico attacco possibile possa passare proprio per il settore bancario" e chiede al presidente del Consiglio se è questo ciò che sta accadendo. Risposta: "No. C'è una manovra su alcune banche, punto. Il sistema secondo me è molto più solido di quello che legittimamente alcuni investitori temono. Ai miei interlocutori dico sempre che quando alcuni importanti investitori hanno abbandonato l'Italia nel momento più buio del 2011-2012 hanno perso una grande opportunità: se avessero mantenuto le loro posizioni ad esempio sui titoli di stato – con quei valori – oggi farebbero soldi a palate. E invece magari l'assicuratore tedesco o il bancario francese ha acquistato altro. E oggi se ne pente, eccome se se ne pente". 

 

Come leggere, dunque, i tonfi in Borsa di queste ore? "Quando il mercato parla, come ha fatto negli ultimi giorni, è bene che i manager e gli azionisti delle banche comprendano che è arrivato il momento di un intervento serio e deciso", scrive il presidente del Consiglio, intervenendo sul Guardian (in un articolo intitolato: "L'Europa, per questa generazione, non sta funzionando"). In cosa debbe consistere tale intervento, lo precisa al quotidiano italiano: "La prima soluzione sui Non performing loans è far ripartire l'economia, agevolare il mercato privato a comprarseli, incoraggiare aggregazioni, fusioni e consolidamenti bancari".

 

Vale in particolare per il Monte dei Paschi di Siena: "Oggi è a prezzi incredibili. Penso che la soluzione migliore sarà quella che il mercato deciderà. Mi piacerebbe tanto fosse italiana, ma chiunque verrà farà un ottimo affare". E anche quando si tratta di commentare sulla politica industriale dell'esecutivo, Renzi giura di fare affidamento sui soli animal spirits: "Ci vogliono grandi player in alcuni settori: qualche banca, qualche assicurazione, qualche multinazionale nell'energia, nell'auto, nell'agroalimentare. In tutti i settori chiave. Le modalità però dipendono dagli azionisti, non dal governo".

 

Il presidente del Consiglio totus politicus, per il momento, su banche e Borsa lascia fare gli animal spirits.

Marco Valerio Lo Prete

Marco Valerio Lo Prete

Al Foglio dal marzo 2009, dove entra appena laureato in Scienze Politiche, il suo cursus honorum è il seguente: stagista, praticante, redattore dell'Economia, coordinatore del desk Economia e poi dal 2015 vicedirettore. Nasce nel 1985 sull'Isola Tiberina. Nella Capitale si muove poco: asilo, scuole elementari e medie, liceo e università, tutto nel giro di pochi chilometri quadrati. In compenso varca spesso (e volentieri) le frontiere del Paese natìo. Prima per studiare un anno nella ridente Rochester (New York, USA), poi – dopo numerose e più brevi escursioni – emigra all'Université Libre di Bruxelles per sei mesi. E a Bruxelles ci ritorna, ancora per sei mesi, per affiancare un formidabile manipolo di Radicali che lavora al Parlamento Europeo. Mentre si trova nel punto del globo più distante da Roma, facendo ricerca sull’immigrazione all’Università di Melbourne, in Australia, riceve una e-mail dal Foglio: non ci crede, pensa sia spam, invece è uno stage. Non è intelligente, ma da qualche tempo si applica allo studio della lingua tedesca.  

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