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ArchivioNuovo Cinema Mancuso

URLO

di Rob Epstein e Jeffrey Friedman, con Mary-Louise Parker, James Franco, Jon Hamm

Ho visto le menti migliori della mia generazione, distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche, trascinarsi nelle strade in cerca di droga rabbiosa. Se non ricordate il seguito – è “Urlo” di Allen Ginsberg, pubblicato nelle edizioni City Lights Books di Ferlinghetti nel 1956 – questo film serve da ripasso integrale. Aiutano a evitare l’effetto reading le belle sequenze animate (e parecchio allucinate) di Eric Drooker, che con Ginsberg aveva lavorato. Molte altre cose sulla beat generation ricorda il film, senza doverle chiedere a Fernanda Pivano. La prima lettura pubblica del poema, nella Six Gallery di San Francisco, molto fumo e ragazze con i capelli cotonati. Il processo per oscenità che seguì alla pubblicazione, ricostruito con David Strathairn nella parte del pubblico ministero e Jon Hamm di “Mad Men” (un po’ sprecato) come avvocato difensore. Una lunga intervista (messa insieme con materiali d’archivio, e James Franco barbuto che fa Ginsberg) racconta l’apprendistato del poeta: mamma pazza, papà già poeta, uno psichiatra libertario, Jack Kerouac, Neal Cassady e il grande amore Orlovski.

di Mariarosa Mancuso

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