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ArchivioNuovo Cinema Mancuso

UP!

di Pete Docter, con voci italiane di Neri Marcoré, Giancarlo Giannini, Arnoldo Foà

Cosa aggiungere a quel che abbiamo già detto? “Up” è il miglior film della Pixar, ora Pixar-Disney, ditta che su dieci film ha sbagliato soltanto “Cars” (e siamo sicuri che in vista di “Cars 2”, programmato per l’estate 2011, Lasseter & Co stanno aggiustando il tiro). “Il miglior film della Pixar finora”, chioserebbe Homer Simpson. Dopo aver impensierito gli analisti di borsa progettando un film con un ratto in cucina (“Ratatouille”), un altro con un robot che per lavoro costruisce grattacieli di spazzatura e per diletto colleziona lampadine (“Wall-E”), questo che ha protagonista un vecchietto di ottant’anni, non proviamo neanche a immaginare cosa stiano architettando per i prossimi. Se per dovere genitoriale avete visto solo “Nemo”, e pensate che l’animazione sia una cosa bella e divertente per tenere i piccini tranquilli il pomeriggio, ma non certo quel che un adulto sceglie di vedere il sabato sera, ripensateci. “Up” è un film fatto con mostruosa intelligenza e tutta la passione che serve (più di quanta se ne trovi in un film, anche bello, con attori in carne e ossa). Basta la presentazione del vecchietto Carl, che la mattina scende dal letto con tutte le articolazioni ingrippate, dà un colpetto alla spalla e uno al ginocchio, e poi afferra fieramente il suo treppiede. Accessoriato con palle da tennis a fare da mollettoni, perché il metallo non rovini il pavimento (siccome le storie le sanno raccontare, e dopo dieci stesure la sceneggiatura sembrava ancora zeppa di difetti, nessun dettaglio risulta mai fine a se stesso: le palle da tennis torneranno fuori quando servono). Sgranchito, Carl si siede sul montascale, che a metà si blocca, e riceve la stessa bottarella che aveva sbloccato la spalla. Da ragazzino, aveva la passione per l’avventura (e un famoso esploratore da “Rosa Purpurea del Cairo”, il film si apre con un cinegiornale) condivisa da Ellie che diventerà sua moglie. Insieme faranno molte cose, tranne andare in Sudamerica, alle Cascate del Paradiso: il perché sta in cinque minuti di film muti e perfetti, da lacrime sotto gli occhialini (se lo vedete a 3D). Ci andrà da solo, con i palloncini attaccati alla casa, la tenda della doccia e il tubo dell’acqua per manovrare, uno scout a forma di uovo come Humptie Dumptie per passeggero clandestino. “Up” e “Bastardi senza gloria” di Tarantino sono cinema allo stato puro. Se alzate il sopracciglio, forse è il cinema che non vi piace. 

di Mariarosa Mancuso

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