Montaggio alternato, detto anche “Nel frattempo, alla fattoria…”. C’è un momento del film in cui lo abbiamo odiato, tanto è scolastico il saltabeccare tra Daniel Craig (il giornalista in disgrazia Mikael Blomkvist che sull’isola scruta una famiglia di industriali dai molti vizi privati) e Rooney Mara (Lisbeth Salander che fruga negli archivi e interroga i poliziotti su certe povere ragazze massacrate). Una sequenza a lui, un’altra sequenza a lei, ripetere daccapo fino a esaurimento del primo romanzo di Stieg Larsson,…
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Sul torace ha tatuata l’immagine di un uomo che si spara alla testa, con schizzi di sangue e materia cerebrale là dove la pallottola esce (identica a quella vista sul sito internet dello scrittore israeliano Etgar Keret). Porta le mutande rese famose dai miserabili di “Cinico tv”: costine, elastico molle, bianco che tende al beige. I capelli lunghi son da Cristo in libera uscita. Difficile riconoscere sotto il travestimento da Hesher l’attore Joseph Gordon-Levitt: già disegnatore di cartoncini d’auguri in…
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"A.C.A.B.” di Stefano Sollima – sta per “All Cops Are Bastards” – è un film singolare. Anzi, sono due film messi insieme senza preoccuparsi di nascondere le cuciture. Il primo è un poliziottesco (poliziesco in italiano vuol dire un’altra cosa, non serve neppure un dizionario in casa): tutto scontri, addestramento e fratellanza, contro gli ultrà schierati in assetto di guerra (no, i terroristi da stadio non hanno la benché minima giustificazione, e neanche i No-tav la meritano, tanto per chiarire).…
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Avete presente “Le mogli di Stepford”? Le donne sempre docili e sorridenti nel romanzo di Ira Levin, lo scrittore di “Rosemary’s Baby” e “I ragazzi venuti dal Brasile”, protagonisti 84 cloni di Hitler sparsi per il mondo dal dottor Mengele (quanto a incubi contemporanei, non se ne è lasciato scappare uno). Ne sono usciti due film, uno nel 1975 e il secondo con Nicole Kidman, titolo “La donna perfetta”. E l’attrice lo era, con la sua aria da robot accentuata…
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Parliamo di Jonah Hill, lo merita più del film. Era il figlio bamboccione di Marisa Tomei in “Cryrus”, scritto e girato dai fratelli Jay e Dark Duplass (fanno incontrare la coppia destinata a innamorarsi quando lui per troppa birra fa pipì nei cespugli dietro casa, e lei commenta “bell’uccello”: i cinepanettonari ne hanno da imparare). Nerd con uso di sintetizzatore e ampia camicia a scacchi perché le maniglie dell’amore già ci sono – mai utilizzate, però – dalla sua cameretta…
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Meryl Streep confessa candidamente di non aver mai pensato a Margaret Thatcher come a una donna che ce l’ha fatta, da prendere ad esempio invece di lamentarsi per il soffitto di vetro. Anche ora che ne ha imitato perfettamente l’accento e il modo di atteggiarsi, ora che da attrice secchiona ha studiato tutto lo studiabile, fatica a riconoscere nella figlia del droghiere diventata primo ministro un personaggio meritevole di ammirazione, se non altro per la tenacia. Non ce la fa,…
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Cosa fa un regista d’animazione come Brad Bird – credenziali: “Il gigante di ferro” non ancora targato Pixar, poi “Gli incredibili” e “Ratatouille” – nel quarto episodio delle mirabolanti avventure dell’agente segreto Ethan Hunt? Fa bene il suo mestiere: non lascia pause, organizza i combattimenti con grazia e precisione, sceglie una trama complicata ma non astrusa, non si prende sul serio, scolpisce i personaggi. Nei fumetti e nell’animazione, si rassegnino i paladini della Cultura, capita di trovare più spessore e…
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L’Italia è una Repubblica fondata sul Mezzogiorno. Lo si capisce seguendo la parabola dei film-benvenuto (nei titoli di coda, già si annuncia allo spettatore un futuro “Benvenuti all’est). “Bienvenue chez le Ch’tis” era il capostipite francese: un impiegato postale del Midi, in punizione per aver finto una paralisi a scopo promozione, viene spedito al Pas de Calais. “Terra di manicomi, carceri e riformatori, e c’è gente che li passa tutti e tre”, spiegava in “Stella” la bambina indigena alla bambina…
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Opera seconda della regista che aveva scritto, diretto (nonché recitato un ruolo non secondario) in “Caramel”, film libanese campione d’incassi venduto in 40 paesi. Il titolo non alludeva al dolce, ma alla ceretta mediorientale di zucchero caramellato e limone: l’esistenza delle donne in un ambiente ostile era raccontato dal retrobottega dell’estetista. Tre anni dopo, Nadine Labaki alza il tiro, prendendo la “Lisistrata” di Aristofane come modello. Per far cessare la guerra del Peloponneso, le donne elleniche inventano lo sciopero del…
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Filone servitù, inesauribile. Snob e ironico in “Downton Abbey”. Buonista e kitsch, con punte di comicità involontaria, in “The Help”, tratto dal romanzo di Kathryn Stockett che Mondadori ora ristampa. La prima edizione, a dispetto del successo americano, qui andò malissimo, come si poteva prevedere per un romanzo ambientato a Jackson, Mississippi, nel 1963, un anno prima che fosse abolita la segregazione razziale. Vuol dire che assistiamo a un tentativo di imitare gli interni e il guardaroba di “Mad Men”,…
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