Non vinse lo Strega ma Villaggio resterà sempre un gigante

Paolo Villaggio creò il suo personaggio su carta nel 1971 ed era già perfetto. Non conquistò mai il premio letterario, i pregiudizi verso la comicità in Italia non moriranno mai 

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  • marcello.sciarretta

    06 Luglio 2017 - 07:07

    Siamo il Paese della assordante mediocrità dilaniato tra un Vasco Rossi e la morte di un Paolo Villaggio .. Saremmo stati la patria della civiltà se avessimo solennizzato la scomparsa di un Abbado o di un Dario Fo con altrettanta partecipazione . Saremmo l'esempio della cultura mondiale se altrettanta gente andasse ascoltare un concerto di Muti..Ma questa è roba di un paese che non sa più parlare la propria lingua

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  • strambo

    05 Luglio 2017 - 12:12

    Per fortuna, c'è sempre qualcuno che capisce. Una volta, li chiamavano 'profeti'. Poi li hanno chiamati 'intellettuali'. Adesso, li chiamano 'blogger'. I profeti erano pochi. Gli intellettuali sono stati tanti, ma non troppi. I blogger sono una marea montante. La marea democratica! Fatto fuori Dio, ghigliottinate tutte le aristocrazie, finalmente la democrazia sta pienamente trionfando. E non si capisce più un cazzo! La comicità, che una volta era una salutare e popolare e innocua medicina, perché faceva sentire dritta l'umanità storta, ora può spacciarsi, o essere spacciata, a rimedio universale per tutti i mali, per tutto il Male. Raddrizzerà definitivamente la storta umanità. Il giro si chiude. Lasciato vuoto il trono di Dio, vi ritroveremo assiso qualche buffone. Una volta, Genova produceva grandi navigatori. Adesso, produce grandi buffoni. Adesso, navigare rende poco e niente, mentre buffoneggiare rende molto. I genovesi lo sanno che le palanche raddrizzano qualsiasi stortura.

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  • fabriziocelliforli

    03 Luglio 2017 - 22:10

    Chi non ha capito Paolo Villaggio, lo perdono. Sono quelli che non si riconoscono nel ceto descritto letterariamente , prima ancora che cinematograficamente (come rilevato dall'Autrice dell'articolo). Nemmeno io lo capii subito: avevo otto anni e mio padre mi portò a vedere il primo Fantozzi. Non risi mai salvo alcune scene. Alla fine scoppiai a piangere a dirotto, in silenzio. La malizia è tipica degli adulti; col tempo apprezzai. Arrivederci Paolo: mi sei stato di grande aiuto.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    03 Luglio 2017 - 18:06

    Al direttore - Mariarosa Mancuso è più genuina. Paolo Villaggio, Alberto Sordi. Due grandi, acuti, descrittori dell’indole e del comune sentire di noi tutti. Paolo Villaggio usando mirabilmente il grottesco sofisticato, intellettuale, graffiante. Alberto Sordi usando mirabilmente il cinismo scanzonato e benevolo del disincanto. Diversi, ma complementari.

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