“The Beguiled” è un horror? Può essere

In “L’inganno”, il film di Sofia Coppola che sarà nelle nelle sale italiane a settembre, non sono le donne a ingannare, come sembra dal titolo

L'inganno nordista di Sofia Coppola

The Beguilded

“Portami il manuale di anatomia”. Lo dice Nicole Kidman, e potrebbe anche intendere il manuale di Henry Gray (lo stesso che suggerì a Shonda Rimes l’ambiguità nel titolo della serie con la dottoressa Meredith Grey, “Grey’s Anatomy”). Pubblicato in Inghilterra, aveva già varcato l’oceano quando scoppiò la Guerra di secessione americana suggerita – sappiamo che fuori impazza, se ne vedrà pochissima – in “The Beguiled”, il film che Sofia Coppola presenterà in concorso a Cannes. Nel trailer del film, Nicole Kidman chiede il manuale con fare minaccioso. Applaudono gli spettatori che non l’hanno sopportata con gli orfanelli indiani in “Lion - La strada verso casa” di Garth Davis, e invece l’adorano nella serie diretta da Jean-Marc Vallée “Big Little Lies”.

“L’inganno” sarà nelle nelle sale italiane a settembre (niente illusioni, la carestia di film che non fanno disamorare del cinema durerà ancora a lungo). Viene quasi da rimpiangere “La notte brava del soldato Jonathan”: titolo fantasioso e infedele, ma stuzzicante, che accompagnò nel 1971 l’uscita del film di Don Siegel tratto dallo stesso romanzo di Thomas Cullinan, “A Painted Devil”.

Don Siegel deve essere ormai considerato impresentabile, o forse è sconosciuto a chi crede che il cinema sia cominciato con Quentin Tarantino. Viene ricordato di rado, più spesso viene citato l’abbastanza ignoto romanziere, come se l’accostamento tra il regista di “L’invasione degli ultracorpi”, di “Ispettore Callaghan: Il caso Scorpio è tuo”, di “Chi ucciderà Charley Warrick?” e la regista di “Le vergini suicide” e “Maria Antonietta” fosse considerato disdicevole.

 

“Ho deciso di misurarmi con il genere” spiega Sofia Coppola, mentre chi ha visto il vecchio film cerca di immaginare a quale genere appartenga la storia di un soldato nordista piuttosto malconcio che viene accolto e curato in un collegio di fanciulle nordiste (Nicole Kidman è la direttrice, tra le altre attrici Elle Fanning e Kirsten Dunst). Rimesso in piedi, ripulito, rifocillato, il soldatino è sexy da far paura, tutte le ragazze ci fanno un pensierino. Oggi è Colin Farrell in gran forma, senza i baffi di “The Lobster” e con il direttore della fotografia Philippe Le Sourd che gli riserva luci da diva d’altri tempi (nel 1971 era il più ruvido Clint Eastwood).

  

Horror? Può essere, ma risulterebbe comunque strano se il macho Don Siegel avesse più occhio per le rivalità e i dispetti tra femmine di Sofia Coppola. Il vecchio “The Beguiled” era più sul genere “Misery non deve morire” (regia di Rob Reiner, da Stephen King): succedono brutte cose, ma è molto più interessante la dinamica tra la lettrice fanatica e lo sfortunato scrittore che voleva far morire il personaggio prediletto. Non sono le donne a ingannare, come sembra dal titolo. Sono i maschi che stuzzicati nella vanità credono a qualsiasi cosa.

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