A PHP Error was encountered

Severity: Notice

Message: Undefined index: cico

Filename: controllers/blogs.php

Line Number: 150

A PHP Error was encountered

Severity: Notice

Message: Undefined index: cico

Filename: controllers/blogs.php

Line Number: 150

A PHP Error was encountered

Severity: Notice

Message: Undefined index: cico

Filename: controllers/blogs.php

Line Number: 151

A PHP Error was encountered

Severity: Notice

Message: Undefined index: cico

Filename: controllers/blogs.php

Line Number: 151

A PHP Error was encountered

Severity: Notice

Message: Undefined index: cico

Filename: controllers/blogs.php

Line Number: 152

A PHP Error was encountered

Severity: Notice

Message: Undefined index: cico

Filename: controllers/blogs.php

Line Number: 152

A PHP Error was encountered

Severity: Notice

Message: Undefined index: cico

Filename: controllers/blogs.php

Line Number: 153

A PHP Error was encountered

Severity: Notice

Message: Undefined index: cico

Filename: controllers/blogs.php

Line Number: 153

A PHP Error was encountered

Severity: Notice

Message: Undefined index: cico

Filename: controllers/blogs.php

Line Number: 154

A PHP Error was encountered

Severity: Notice

Message: Undefined index: cico

Filename: controllers/blogs.php

Line Number: 154

A PHP Error was encountered

Severity: Notice

Message: Undefined index: cico

Filename: controllers/blogs.php

Line Number: 155

A PHP Error was encountered

Severity: Notice

Message: Undefined index: cico

Filename: controllers/blogs.php

Line Number: 155

Perché Obama vuole un generale tosto - [ Il Foglio.it › Cico ]
IL FOGLIO .it - Direttore Giuliano Ferrara
I blog del Foglio

A PHP Error was encountered

Severity: Notice

Message: Undefined index: cico

Filename: blogs/post_view.php

Line Number: 56

A PHP Error was encountered

Severity: Notice

Message: Undefined index: cico

Filename: blogs/post_view.php

Line Number: 57

A PHP Error was encountered

Severity: Notice

Message: Undefined index: cico

Filename: blogs/post_view.php

Line Number: 61

Feed RSS

A PHP Error was encountered

Severity: Notice

Message: Undefined index: cico

Filename: blogs/post_view.php

Line Number: 73

Perché Obama vuole un generale tosto

Nel giro di nomine di alto profilo sulla sicurezza nazionale (Petraeus alla Cia, Panetta al Pentagono, Gates in congedo) ce n'era una leggermente più bassa che i giornali hanno raccontato soltanto in subordine: la sostituzione di Mike Mullen a capo delle forze armate. Fino a ieri c'era soltanto un nome fra i possibili successori, quello del generale dei marine James Cartwright. La cosa era data per certa e invece nel fine settimana Obama gli ha detto "sei fuori dalla corsa", riabilitando le candidature dei generali Dempsey e Schwartz. Cos'è successo?

E' successo che il Pentagono a febbraio ha lanciato un'inchiesta interna su una presunta relazione inappropriata del capo dei marine con una giovane assistente durante una missione a Tbilisi, in Georgia. La segnalazione che ha mosso gli ispettori è arrivata da fonti anonime interne, evidentemente non troppo affezionate al buon nome del capo, ma l'inchiesta non ha trovato nessuna ombra nella condotta di Cartwright. Il generale non è DSK.

Se non c'era nulla di male, perché il certissimo successore di Mullen è stato sbattuto fuori d'emblée? C'è un'ipotesi politica, questa: quando nel 2009 Obama doveva decidere quante truppe aggiuntive inviare in Afghanistan, la comunità della sicurezza di Washington si è divisa in due grandi correnti (con le solite centinaia di sfumature trasversali). Una diceva di mandare tanti uomini (filosofia della couterinsurgency), l'altra – capitanata da Biden ma appoggiata anche, per dire, da Holbrooke – diceva di mandarne il meno possibile e concentrarsi invece su incursioni e droni (filosofia del counterterrorism).

Ecco, in quei mesi di dibattito e divisione Cartwright ha lavorato con Biden e la fazione "morbida" per contenere le proporzioni del surge sulle 20mila unità e non sulle 40mila chieste dalla fazione opposta. Forse, visto quello che è successo ad Abbottabad, la squadra di Cartwright ha vinto nell'immediato, ma nella big picture potrebbero essere i maestri dell'altra scuola ad essersi affermati, con la benedizione di Obama, come spiega Peter Bergen in questa analisi definitiva. Di sicuro la visione di Cartwright sul'Afghanistan ha messo la gerarchia militare di pessimo umore e allora dal Pentagono sono partiti i rumors di brave notti georgiane in cui si giocava all'addestratore e alla recluta, probabilmente pretesti per segnalare una spaccatura filosofica più profonda. Obama ha ascoltato tutto questo e ha deciso che a lui serve uno più duro di così.

 

di Mattia Ferraresi   –   @mattiaferraresi

Sito certificato Audiweb

Web Design: Vai al sito di Area Web     Hosting: Vai al sito di Bluservice     Advertising: Vai al sito della divisione WebSystem del Sole 24 Ore

Se preferisci vedere questa pagina ottimizzata per iPhone clicca qui