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Come procede il programma del pontificato? Lo spiega il Papa in un libro

Matteo Matzuzzi

Dieci anni da Aparecida. Un volume non solo sull'America latina

Roma. Uscirà il 30 ottobre in Argentina e successivamente negli altri paesi sudamericani, l’ultimo libro di Papa Francesco, Latinoamérica. Conversaciones con Hernàn Reyes Alcaide (edito da Planeta). Il format è quello classico, che Bergoglio ha detto e ripetuto di apprezzare: una raccolta di interviste condotte tra luglio e agosto a Santa Marta dal giornalista argentino Hernán Reyes, corrispondente dell’agenzia Télam a Roma e in Vaticano dal maggio del 2015. E’ la prima volta che Francesco si esprime in maniera ampia e approfondita sulla realtà sudamericana e i colloqui a tu per tu del giornalista con il Pontefice celebrano il decimo anniversario della Conferenza dell’episcopato latinoamericano di Aparecida, che si tenne nella città brasiliana proprio nel 2007.

 

Sarebbe però fuorviante circoscrivere le tematiche affrontate dal Papa al solo contesto sudamericano, se non altro perché il documento finale di Aparecida rappresenta in buona parte la traccia su cui si muove il pontificato corrente. E non solo perché Jorge Mario Bergoglio fu eletto presidente della commissione responsabile del testo che concluse l’incontro, approvato da Benedetto XVI che lasciò liberi i vescovi di discutere e di indicare linee-guida per i tempi futuri. Per avere conferma dell’importanza di quell’atto è sufficiente scorrere i capitoli della Evangelii gaudium, l’esortazione post sinodale promulgata nel novembre del 2013 che è divenuto il documento più citato del pontificato, proprio perché – si legge nelle prime pagine – “ciò che intendo qui esprimere ha un significato programmatico e dalle conseguenze importanti”.

 

Una celebrazione di Aparecida che inevitabilmente diventerà bilancio: quanto di quell’agenda è stato attuato e, soprattutto, quanto di quella “conversione pastorale e missionaria, che non può lasciare le cose come stanno” deve ancora essere istillato nella chiesa, nelle sue strutture e nel popolo fedele. Il volume si articola in sei ampie tematiche, dalle sfide che riguardano la regione latinoamericana all’identikit del politico cattolico del continente, fino alle crisi economiche e al ruolo della donna nella chiesa. Argomenti che trovano ampio spazio nel documento finale del 2007 ma che hanno valenza universale. Come universali, del resto, sono i discorsi che Francesco ha pronunciato nelle sue numerose tappe in America latina: se le condizioni locali e particolari del contesto rappresentavano l’occasione per la riflessione, le linee indicate erano per tutti. Basti pensare alle sottolineature sul capitalismo e la giustizia sociale. Un libro che in qualche modo anticiperà il Sinodo sull’Amazzonia annunciato poche settimane fa dal Papa e che si terrà nell’ottobre del 2019 a Roma. Un appuntamento il cui “scopo principale sarà quello di individuare nuove strade per l’evangelizzazione di quella porzione del Popolo di Dio, specialmente degli indigeni, spesso dimenticati e senza la prospettiva di un avvenire sereno, anche a causa della crisi della foresta amazzonica, polmone di capitale importanza per il nostro pianeta”. Uno dei punti all’ordine del giorno, verosimilmente riguarderà la questione dei viri probati, uomini sposati da ordinare per supplire alla cronica mancanza di clero in vaste regioni del pianeta, come appunto è la regione amazzonica. Tema archiviato dal Sinodo del 2005, ma tornato d’attualità.

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  • Matteo Matzuzzi
  • Friulsardo, è nato nel 1986. Laureato in politica internazionale e diplomazia a Padova con tesi su turchi e americani, è stato arbitro di calcio. Al Foglio dal 2011, si occupa di Chiesa, Papi, religioni e libri. Scrittore prediletto: Joseph Roth (ma va bene qualunque cosa relativa alla finis Austriae). È caporedattore dal 2020.