Il Papa: "Non si può neutralizzare radicalmente la differenza tra uomo e donna"

Francesco davanti ai membri della Pontificia Accademia per la vita: "L'utopia del neutro rimuove la dignità umana della costituzione sessualmente differente"

Il Papa: "Non si può neutralizzare  radicalmente la differenza tra uomo e donna"

Papa Francesco (LaPresse)

Roma. "La creatura umana sembra oggi trovarsi in uno speciale passaggio della propria storia che incrocia, in un contesto inedito, le antiche e sempre nuove domande sul senso della vita umana, sulla sua origine e sul suo destino”, ha detto questa mattina il Papa davanti ai membri della Pontificia accademia per la vita. “Il tratto emblematico di questo passaggio – ha aggiunto Francesco – può essere riconosciuto sinteticamente nel rapido diffondersi di una cultura ossessivamente centrata sulla sovranità dell’uomo, in quanto specie e in quanto individuo, rispetto alla realtà. C’è chi parla persino di egolatria, ossia di un vero e proprio culto dell’io, sul cui altare si sacrifica ogni cosa, compresi gli affetti più cari. Questa prospettiva non è innocua: essa plasma un soggetto che si guarda continuamente allo specchio, sino a diventare incapace di rivolgere gli occhi verso gli altri e il mondo. La diffusione di questo atteggiamento ha conseguenze gravissime per tutti gli affetti e i legami della vita”.

 

Bergoglio ha poi insistito sull'indispensabilità “dell'alleanza tra uomo e donna”, chiamata “a prendere nelle sue mani la regia dell’intera società. Questo è un invito alla responsabilità per il mondo, nella cultura e nella politica, nel lavoro e nell'economia; e anche nella Chiesa. Non si tratta semplicemente di pari opportunità o di riconoscimento reciproco. Si tratta soprattutto di intesa degli uomini e delle donne sul senso della vita e sul cammino dei popoli. L’uomo e la donna non sono chiamati soltanto a parlarsi d’amore, ma a parlarsi, con amore, di ciò che devono fare perché la convivenza umana si realizzi nella luce dell’amore di Dio per ogni creatura. Parlarsi e allearsi, perché nessuno dei due – né l’uomo da solo, né la donna da sola – è in grado di assumersi questa responsabilità. Insieme sono stati creati, nella loro differenza benedetta; insieme hanno peccato, per la loro presunzione di sostituirsi a Dio; insieme, con la grazia di Cristo, ritornano al cospetto di Dio, per onorare la cura del mondo e della storia che Egli ha loro affidato”.

 

Ciò che serve è “un nuovo inizio”, che “dev’essere scritto nell’ethos dei popoli, e questo può farlo una rinnovata cultura dell’identità e della differenza. L’ipotesi recentemente avanzata di riaprire la strada per la dignità della persona neutralizzando radicalmente la differenza sessuale e, quindi, l’intesa dell’uomo e della donna, non è giusta”. Quindi, l'affondo: “Invece di contrastare le interpretazioni negative della differenza sessuale, che mortificano la sua irriducibile valenza per la dignità umana, si vuole cancellare di fatto tale differenza, proponendo tecniche e pratiche che la rendano irrilevante per lo sviluppo della persona e per le relazioni umane. Ma l’utopia del neutro rimuove ad un tempo sia la dignità umana della costituzione sessualmente differente, sia la qualità personale della trasmissione generativa della vita. La manipolazione biologica e psichica della differenza sessuale, che la tecnologia biomedica lascia intravvedere come completamente disponibile alla scelta della libertà – mentre non lo è! –, rischia così di smantellare la fonte di energia che alimenta l’alleanza dell’uomo e della donna e la rende creativa e feconda”.

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  • Bacos50

    06 Ottobre 2017 - 10:10

    "Ma il Papa, una volta: non doveva preoccuparsi soprattutto delle nostre anime?". Una volta sì, ma quanti sono oggi tra i cattolici quelli che credono davvero all'anima e a tutto il correlato? E poi a che cosa servono le polemiche nei confronti del genere? Vero è che si nasce maschi o femmine, tuttavia non si considerano le possibili problematiche future che si presentano con il sopraggiungere della pubertà, quando l’adolescente nato maschio o femmina stenta a sentirsi pienamente tale. E che cosa vuol dire - altro slogan - “La natura non si sceglie”? Certo non si sceglie il sesso ma non basta possedere gli attributi maschili o femminili per appartenervi psicologicamente a pieno titolo. Da sempre è così. Ciò che oggi è mutato rispetto a ieri è la percezione che la società ha verso chi vive queste problematiche che poi sfociano nell’attrazione verso il proprio sesso. Chi oggi vive questa condizione lo fa più serenamente e spesso giunge a manifestarla pubblicamente.

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    06 Ottobre 2017 - 00:12

    Mah, am scàpa da rédàr... Che da qualche Papa in qua, proprio il Papa in persona debba affacciarsi dalla sacra finestra, l'uomo vestito di bianco perché lui il puro, lui il casto ...insomma il nonpraticantesesso per antonomasia, a spiegarci - a noi popolo di Dio ma creati tutti o maschi o femmine tanto che sembra non pensiamo ad altro - lui a dover spiegarci per filo e per segno cosa vuol dire e perché maschio, cosa invece e perché femmina, e cosa c'è di diverso e cosa ci dev'essere in comune, fino a disquisire teologicamente ontologicamente fisiologicamente socialmente e analiticamente sulle nostre delizie amoris... Ma il Papa, una volta: non doveva preoccuparsi soprattutto delle nostre anime?

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  • Nambikwara

    Nambikwara

    05 Ottobre 2017 - 18:06

    (continua da sotto) Per quanto detto, se (oggi ormai senza "se") l'idea di "Rifare l'uomo" ovvero la tecnica padroneggia sui tasti della vita e quindi sulle future generazioni, diventa determinante la scelta sull'immagine dell'uomo: " io non temo gli abusi dovuti a malvagi interessi di potere:temo invece coloro che amano l'umanità, e che sognano un grandioso miglioramento della specie" (*). (*) le parole sono di Hans Jonas "Dalla fede antica all'uomo tecnologico"

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  • Nambikwara

    Nambikwara

    05 Ottobre 2017 - 18:06

    Da Galileo,passando nelle tappe fisica/cosmo,meccanica,chimica,elettrotenca/elettronica,all'attuale biologia molecolare c'è l'evoluzione degli ultimi quattrocento anni del binomio scienza-tecnologia:la prima deterministica nel rapporto causa-effetto, da non confondere con pre-determinazione (premoderno): non esistono tendenze,finalità a lungo termine ovvero non è il futuro che attira ma il passato che preme.Da quanto sopra le leggi della scienza(meccanica d'apprima)sono analoghe in tutto il cosmo quindi anche nella natura che conosciamo:la natura e,quindi anche l'uomo sono accidentali e necessari;la natura prima e per l'uomo da poco tempo,diventano oggetto degli interventi della tecnica:qui si arriva al"discorso"di Bergoglio che è consapevole che la tecnica è stata resa moralmente possibile dalla neutralizzazione metafisica dell'uomo.Ciò mentre ci autorizza a agire come più ci piace,al contempo no può aiutarci a riconoscere ciò che desideriamo.(continua)

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