Quando il Papa parla alla pancia

Francesco discute di mafia e pedofilia concedendo troppo alla vox populi

Quando il Papa parla alla pancia

LaPresse/Osservatore Romano

Più che alla testa, ha parlato alla pancia degli astanti, il Papa, mentre ieri agitava il pugno in aria per giurare che mai e poi mai lui firmerà una grazia per un prete pedofilo. Parlava in spagnolo, a braccio, e assicurava che mai il nome “Franciscus” si vedrà in calce a un provvedimento di perdono per chi ha compiuto tali gesti. E questo perché “la persona che fa questo, uomo o donna che sia, è malata. La pedofilia è una malattia. Oggi lui si pente, va avanti, lo perdoniamo, ma dopo due anni ricade”. Il problema, ha aggiunto, “è grave” e la chiesa è colpevole perché “è arrivata tardi”, come se la lustracija fosse iniziata l’altro ieri grazie al monstrum di commissioni e sottocommissioni creato per far luce sui casi d’abuso, veri o presunti che siano, sotto i diktat a mezzo stampa di ex vittime che ai giornali denunciano prefetti della Dottrina della fede per non aver messo il cappio al collo dei rei perché così pretende la rabbiosa vox populi infervorata post visione di qualche talk-show. Ma il Papa, poco prima, aveva anche ribadito un’altra delle sue posizioni più celebri, quella sulle mafie. L’occasione era data dall’udienza concessa alla commissione Antimafia presieduta da Rosy Bindi. Oltre a lodare – doverosamente – la legislazione italiana in materia, Francesco ha ricondotto la faccenda alla “finanza ormai sovrana sulle regole democratiche, grazie alla quale le realtà criminali investono e moltiplicano i già ingenti profitti ricavati dai loro traffici”. Serve una nuova coscienza civile, ha aggiunto Bergoglio, e per questo è indispensabile dare ascolto “ai testimoni di giustizia”.

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Commenti all'articolo

  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    21 Settembre 2017 - 22:10

    Somiglia sempre di più a grillo.

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  • Carletto48

    21 Settembre 2017 - 20:08

    Ma come, e allora tutto l'anno passato a magnificare la Misericordia di Nostro Signore, con conseguente Giubileo, e adesso, per raccogliere gli applausi dei gentili, a dar giù senza pietà per i pedofili. Molto ondivago e spiazzante.

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  • perturbabile

    21 Settembre 2017 - 20:08

    La commissione antimafia è andata in udienza da Bergoglioooo??? :) :) :) . Qui ogni altro giorno è un happening, uno non ci arriva con l'immaginazione!

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  • carlo schieppati

    21 Settembre 2017 - 19:07

    Ma perché il Papa deve avventurarsi in giudizi così ultimativi su questione per loro natura opinabili e controverse come quelle della legislazione antimafia che, di per sé, costituisce un "reato a fattispecie indeterminata" che si presta alle più odiose strumentalizzazioni? Ci dimentichiamo del Calvario che hanno dovuto subire galantuomini come Andreotti, Nicola Mancino e altri cento come loro? Non era meglio fare un accorato appello affinché le norme vengano applicate con senso della giustizia e senza strumentalizzazioni di parte? Per quanto riguarda gli abusi sessuali sui minori, io non sono Papa (per fortuna), ma so che non c'è nessun peccato che non possa essere perdonato (se non i peccati contro lo Spirito Santo che sono: la disperazione della salvezza, la presunzione di salvarsi senza merito, impugnare la verità conosciuta, l'invidia della grazia altrui, l'ostinazione nei peccati e l'impenitenza finale). Sennò Dio non sarebbe Dio.

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