Don Carlo Caffarra, incatenato alla verità come a una roccia

“So che le batoste che si prende sono destinate a me”, disse un giorno Giovanni Paolo II. Un’amicizia durata quarant’anni. Ricordo di un amico cardinale che amava tutti tranne Chopin

Don Carlo Caffarra, incatenato alla verità come a una roccia

Foto LaPresse

Uno dei più grandi doni che Dio mi ha offerto è la presenza del cardinale Carlo Caffarra nella mia vita. Nella bellezza della sua amichevole persona si svela per me – ora, dopo la sua morte, con una forza raddoppiata – la verità dell’uomo, alla cui chiamata ognuno deve rispondere con l’amore e con il lavoro. Oso dire che il cardinale si è incatenato a questa verità come a una roccia: non riusciva a vivere che nella e della verità....

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi