Il "peccato gravissimo" di Papa Francesco

Dall’inizio del pontificato, il Papa ha scelto di puntare sulla “tutela del lavoro”. Tesi: “Chi lo toglie fa un peccato gravissimo”. Ma che succede se il lavoro lo toglie Francesco? Otto famiglie rimettono in discussione la teologia sindacale del Papa

Claudio Cerasa

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cerasa@ilfoglio.it

Il "peccato gravissimo" di Papa Francesco

Papa Francesco (foto LaPresse)

Se Papa Francesco dovesse giudicare Papa Francesco oggi non potrebbe che usare quelle tre parole per raccontare una storia che lo riguarda: “Un peccato gravissimo”. Dall’inizio del suo pontificato, Papa Francesco ha scelto di scommettere forte sul tema della “tutela del lavoro” e nel corso degli ultimi anni il Santo Padre non ha perso occasione per declinare con varie tonalità la sua particolarissima forma di teologia sindacale. Il 24 maggio del 2015, all’interno dell’enciclica Laudato sì”, ha ricordato con fermezza...

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Commenti all'articolo

  • Elisabettagreco

    11 Agosto 2017 - 16:04

    Dove posso trovare l'articolo completo grazie

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    02 Agosto 2017 - 15:03

    Al direttore - Quando un Papa tira in ballo "i posti di lavoro", abbracciando il gergo dei sindacati che hanno sempre e solo, difeso i propri "lavoratori", cioè gli interessi sindacali di bottega, meglio lasciar perdere. "Dio, a tutti i figli d'Eva nel suo dolor pensò"

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  • luigi.desa

    02 Agosto 2017 - 13:01

    Evviva tra Alessandro VI e Bergoglio preferisco il primo .Era un ruspantone e malefico aveva molte facce ed era spietato. Così Bergoglio non assassina ma ha una faccia che sbandiera manco fosse l'Anticristo. nella media dei papi per giudizi di merito e di valore si mantiene alla media . Ebbene ,quando è su quella sedia -non ex cathedra- ha sempre ragione lui. Meglio Trump.

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  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    02 Agosto 2017 - 09:09

    Caro direttore, ti meriteresti un monumento. Anzi, sarebbe poco. Tu e pochi altri (ma proprio pochi pochi pochi) nel mondo state svolgendo un lavoro di Giornalismo vero, autentico, serio. Non vedo l'ora di leggere il prossimo articolo. GRAZIE

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