L'arduo cammino di Francesco sulle tracce di Lutero

L'azione del Papa gesuita ispirata a una nozione della fede come rapporto intimo dell'individuo con Dio, fuori da ogni legame dottrinalmente codificato. Vedremo preti trasformati in pastori e donne che dicono messa?

Papa Francesco

Papa Francesco in piazza San Pietro lo scorso 29 giugno, festa dei santi Pietro e Paolo (foto LaPresse)

Il cardinale Gerhard Mueller lascerà la guida della Congregazione erede del Sant’Uffizio, detta “per la dottrina della fede”, e sarà sostituito dal gesuita spagnolo Ladaria Ferrer. Il Papa non teologo, e antiteologico, tutto pastorale, che vuole sentire l’odore delle pecore del gregge santo di Dio addosso ai pastori, e non i fumi concettuali della tradizione dottrinale, si libera di un cardinale indocile, nominato da Benedetto XVI a capo della struttura cruciale del Vaticano. Probabilmente inevitabile, visto che Mueller era stato...

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Commenti all'articolo

  • maurizio guerrini

    maurizio guerrini

    04 Luglio 2017 - 15:03

    Non credo di poter attenuare la sana, Emerita preoccupazione. Debbo pur tuttavia notare che Francesco, a suo stesso dire, non avrà un papato molto duraturo e ciò nonostante comprendiamo tutti che la Chiesa di Roma dopo di lui non sarà più la stessa. Dopo che Francesco si sarà beccato la sua sacrosanta crocifissione, peraltro già iniziata, la Chiesa dovrà pur riemergere dal baratro in cui si è gettata seguendo, ben prima di Francesco e con il cedimento nel Vaticano II, la storia dell'umanità degli ultimi quattro secoli di accecante modernità. Pertanto riportare in senso autocritico e revisionistico le lancette dell'orologio a cinque secoli fa altro non rappresenta che l'indicazione mirabilmente data dalla luminosa razionalità di BXVI. Che poi sia la figura di Francesco a contribuire in qualche modo a farlo, è fatto che appartiene al Mistero ed all'insondabilità dell'opera di Dio nella storia.

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  • efis.loi

    02 Luglio 2017 - 21:09

    Se dovesse verificarsi questo passetto indietro di 500 anni ce ne faremmo una ragione. Magari sarebbe la volta buona per la decrescita felice. Pare che nel XVI° secolo ci fossero meno di 500.000 persone. Da chi si comincia?

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    02 Luglio 2017 - 20:08

    Al direttore - Giuliano Ferrara vola alto. Il suo appressarsi al cuore del problema è fuori dalle banalità correnti e dai luoghi comuni e da partigianerie opportunistiche. Un fecondo stimolo di riflessione. Però il gemello omozigote del “cogito” cioè il “dubito”, insinua che il messaggio gesuitico di una Chiesa Francescana, non abbia, nei tempi attuali e terreni, lo spazio necessario per affermarsi. La laicità edonistica imperante, diffusa, i criteri insiti nella globalizzazione, le “in facto res”, la rifiutano concettualmente: stesso rifiuto per Martin Lutero. Azzardo: è tempo di “politeismi utilitaristici”

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  • Nambikwara

    Nambikwara

    02 Luglio 2017 - 18:06

    Bravo, finalmente un guizzo di concetti che aprono alla riflessione: era ora dopo questi viaggi noiosi tra Boy, Boh, Trumpet,Pisa&pia maggiordomi,chiacchiere & comici. Dopo la lettura di "Zero K", ultimato 20 minuti fà, ecco il Suo flash che mi ha fatto rewinded il nastro delle esternazioni di Francesco, anche le più "semplici": quasi a dire "abbassare le barriere con l'Alto" e un" tu x tu" con Lui (e magari un ripasso laico con Max Weber). Forse, in Italia, saremo così più responsabili nei due livelli religioso e laico? Non sarà una "passeggiata di salute". Comunque vada, oggi, è una buona domenica.

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