L’inevitabile caduta del vulcanico Pell

Il cardinale voluto da Papa Francesco, gli scontri sull’economia, le “troppe mail” spedite. Pell è stato incriminato dalla magistratura australiana per presunti abusi sessuali

L’inevitabile caduta del  vulcanico Pell

George Pell (foto LaPresse)

Roma. E’ forte la botta al governo di Francesco, anche se non inattesa. Di scosse d’avvertimento ce n’erano state parecchie, in questi tre anni di presenza a Roma del cardinale George Pell, il colosso australiano che Bergoglio in persona – sull’onda della lustracija richiesta dal conclave – volle in Vaticano per fare pulizia in ambito finanziario. Pell si sistemò nella vecchia torre di San Giovanni, in mezzo ai Giardini vaticani, giusto a chiarire che lui delle beghe curiali non voleva...

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