Il cardinale Gualtiero Bassetti è il nuovo presidente della Cei

L'annuncio dato questa mattina dal cardinale Bagnasco. Ecco come si è arrivati alla (prevedibile) scelta dell'arcivescovo di Perugia

Il cardinale Gualtiero Bassetti è il nuovo presidente della Cei

I cardinali Bassetti e Bagnasco (foto Cei)

Roma. “E adesso ho l’onore e il piacere di comunicare che il Santo Padre ha nominato il cardinale Bassetti presidente della Conferenza episcopale italiana”. Con queste parole pronunciate al termine della messa nella basilica vaticana, il cardinale Angelo Bagnasco ha annunciato la nomina dell'arcivescovo di Perugia alla presidenza della Cei. Una nomina attesa e prevedibile, soprattutto dopo la votazione di ieri mattina, che aveva portato Bassetti a essere il primo eletto della terna poi presentata al Pontefice. Insieme a lui, il vescovo di Novara, Franco Giulio Brambilla, e l'arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro.

 

Bassetti, fra i tre, rappresenta la soluzione mediana. Deciso nell’affermazione dei valori, il porporato è estraneo alla corrente più muscolare (per importare una categoria del conservatorismo episcopale americano) che per anni si è trincerata dietro al “fortino da difendere” contro le minacce esterne. Nove anni fa sembrava destinato alla sede di Firenze, ma all’ultimo gli fu preferito Giuseppe Betori, allora segretario generale della Cei. Personalità dal marcato tratto pastorale, ha pescato consensi in ciascuna delle tre macro-aree in cui sono divisi i vescovi italiani, a riprova della credibilità di cui gode in modo trasversale. Particolare non di poco conto: conosce bene la macchina, essendo stato vicepresidente della Cei per l’Italia centrale.
Da Santa Marta, dopotutto, di segnali che questa fosse una delle soluzioni gradite ne erano stati mandati in abbondanza. Prima, la creazione cardinalizia nel concistoro del 2014 (a Perugia una porpora non si vedeva dai tempi del cardinale Pecci, poi eletto Pontefice col nome di Leone XIII nel 1878), quindi – poche settimane fa – la proroga quinquennale (cioè fino agli ottant’anni d’età) alla guida della diocesi umbra.

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