Il Papa a sorpresa annuncia cinque nuovi cardinali

Al termine del Regina Coeli, Francesco comunica la decisione di assegnare cinque porpore il prossimo 28 giugno. Nella lista, due europei, un africano, un asiatico e un latinoamericano

Il Papa a sorpresa annuncia cinque nuovi cardinali

Papa Francesco (LaPresse)

Roma. Al termine del Regina Coeli di oggi, a sorpresa, il Papa ha annunciato che il prossimo 28 giugno, vigilia dei Santi Pietro e Paolo, terrà un concistoro per la creazione di cinque nuovi cardinali. Il tutto avverrà così a pochi mesi di distanza dall’ultimo, che aveva portato lo scorso 19 novembre i diciassette nuovi porporati a colmare i posti “vacanti” nel Collegio. Le previsioni erano concordi nel ritenere che la prossima infornata, complice anche il numero di quanti compiranno in questi mesi gli ottant’anni, ci sarebbe stata all’inizio del 2018. Invece no.

 

Il primo della lista è un africano, mons. Jean Zerbo, arcivescovo di Bamako, in Mali. Nato nel 1943, dal 1998 è pastore della diocesi di Bamako e – si legge nelle note biografiche diffuse dalla Sala stampa della Santa Sede – “è stato coinvolto nella lotta contro l’esclusione e ha soprattutto promosso la riconciliazione e la solidarietà tra i maliani”. Il primo europeo è mons. Juan José Omella, arcivescovo di Barcellona dal 26 dicembre del 2015. A seguire un altro europeo, lo svedese Anders Arborelius, vescovo di Stoccolma con “studi di filosofia e teologia in Belgio”. E' questa, forse, la sorpresa maggiore, anche se a un segnale si era avuto con il viaggio dello scorso autunno a Lund per la commemorazione dei cinquecento anni della Riforma luterana.

 

Nella lista c’è anche un asiatico, mons. Louis-Marie Ling Mangkhanekhoun, vicario apostolico di Paksé, nel Laos. A lui si deve la scuola di catechisti e le visite ai villaggi delle montagne. A chiudere la cinquina sarà mons. Gregorio Rosa Chavez, vescovo ausiliare di San Salvador e presidente della Caritas per l’America Latina.

 

“La loro provenienza da diverse parti del mondo – ha detto il Papa – manifesta la cattolicità della chiesa diffusa su tutta la terra e l’assegnazione di un titolo o di una diaconia nell’Urbe esprime l’appartenenza dei cardinali alla diocesi di Roma che, secondo la nostra espressione di Sant’Ignazio, presiede alla carità di tutte le chiese”.

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Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    21 Maggio 2017 - 20:08

    Papa Francesco e i nuovi cardinali. Fatemi capire: cattolicità equivale a multiculturalismo? Avevo sempre inteso che il primo termine riguardasse l’universalità del messaggio religioso cristiano, il secondo la concezione laica della cultura. A suo tempo ebbi una discussione vivace con Padre Renzo su “Chiesa cattolica, apostolica romana”. Mi sembrava che la dizione avesse al suo interno elementi contraddittori. Lui sostenne che i cristiani non erano tutti uguali e che la distinzione era logica per indicare le diversità. Replicai che se un messaggio religioso si definisce “cattolico” cioè universale, non dovrebbe aver bisogno di tanti distinguo. Mi rispose: “La fai troppo semplice”. Finì lì. Beh, mi sembra che più semplice di me la facciamo tutti i paladini dell'accoglienza senza limiti e distinzioni. O no?

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