Il Papa ai migranti: "Perdonate le nostre società che temono il cambiamento. Voi siete un dono"

Francesco in un videomessaggio al Centro Astalli di Roma: "Voi trattati come un peso, un problema e un costo".

Il Papa ai migranti: "Perdonate le nostre società che temono il cambiamento. Voi siete un dono"

Papa Francesco in visita nell'isola greca di Lesbo (foto LaPresse)

Roma. "Troppe volte non vi abbiamo accolto! Perdonate la chiusura e l'indifferenza delle nostre società che temono il cambiamento di vita e di mentalità che la vostra presenza richiede. Trattati come un peso, un problema, un costo, siete invece un dono". Sono le parole che il Papa ha rivolto, tramite videomessaggio, ai rifugiati ospiti del Centro Astalli, a Roma. "Siete la testimonianza di come il nostro Dio clemente e misericordioso sa trasformare il male e l'ingiustizia di cui soffrite in un bene per tutti. Perché ognuno di voi può essere un ponte che unisce popoli lontani, che rende possibile l'incontro tra culture e religioni diverse, una via per riscoprire la nostra comune umanità". 

 

Dopo il dibattito sull'interpretazione politica (o meramente pastorale) del viaggio lampo del Pontefice a Lesbo di sabato scorso, Francesco è tornato sul tema migranti, ricordando a proposito dell'accoglienza la "visione profetica del padre Pedro Arrupe". Rivolto ai profughi, il Papa ha detto che "la vostra esperienza di dolore e di speranza ci ricorda che siamo tutti stranieri pellegrini su questa Terra, accolti da qualcuno con generosità e senza alcun merito. Chi come voi è fuggito dalla propria terra a causa dell'oppressione, della guerra, di una natura sfigurata dall'inquinamento e dalla desertificazione, o  dell'ingiusta distribuzione delle risorse del pianeta, è un fratello con cui dividere il pane, la casa, la vita".

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