Il Papa va a Lesbo, ma non si sa perché

Visita pastorale, ecumenica o politica? Dal Vaticano pareri discordanti
Il Papa va a Lesbo, ma non si sa perché

Papa Francesco (foto LaPresse)

Il Papa oggi sarà nella Lampedusa greca, a Lesbo, dove “saluterà individualmente” (così recita il programma ufficiale del viaggio di mezza giornata) circa 250 richiedenti asilo. Quindi firmerà una dichiarazione congiunta con il Patriarca Bartolomeo I di Costantinopoli e l’arcivescovo di tutta la Grecia, Ieronymos e ripartirà alla volta di Ciampino. In Vaticano intanto si dibatte sul senso della visita nel cuore dell’Egeo. Il presidente della Fondazione Migrantes, monsignor Gianfranco Perego, non ha dubbi: Francesco ci va per assestare un colpo all’Europa insensibile che chiude gli occhi dinanzi al dramma dei migranti in fuga dalle guerre e dalle violenze. “Nel momento in cui crescono i muri, c’è una chiusura, c’è l’esternalizzazione verso la Turchia della protezione internazionale da parte dell’Europa, il viaggio diventa una critica forte a questa politica perché ritrovi la solidarietà e l’attenzione a un diritto fondamentale su cui si poggia la democrazia”, spiega.

 

Dalle sacre stanze, però, la pensano in modo diverso. Almeno ufficialmente. Padre Federico Lombardi, portavoce e direttore della Sala stampa, assicura che il Pontefice ha in testa solo fini “ecumenici e pastorali” – Avvenire, il quotidiano dei vescovi, punta invece tutto sulla “dimensione ecumenica – che altro poi non è che la traduzione pratica della missione in periferia che fa da perno al vasto programma di Bergoglio. Anche se – ed è lo stesso Lombardi a dirlo – meglio aspettare di vedere quel che Francesco farà sull’isola prima di dare interpretazioni al viaggio: non è proprio il caso di “mettere in bocca parole al Santo Padre” prima che sia lui stesso a parlare.

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