Nigeria, Boko Haram attacca un mercato. Cresce il bilancio dei morti

Più di 40 vittime nel centro di Yola, nel nord-est del paese. Il presidente Buhari denuncia la corruzione nell'esercito
Nigeria, Boko Haram attacca un mercato. Cresce il bilancio dei morti

Martedì sera, all'ora dell'esplosione, il mercato era frequentato da centinaia di persone, dice la polizia locale

Roma. Mentre il mondo guarda a Parigi violata dalle falangi islamiste che hanno lasciato nelle strade i cadaveri di 129 persone, in Nigeria Boko Haram continua ad avanzare, eliminando ogni ostacolo che si frapponga sulla sua strada. Il bilancio dell'attentato suicida di martedì sera a Yola, capitale dello stato di Adamawa, è in continuo aggiornamento. Secondo le stime della Croce Rossa e della NEMA, National Emergency Management Agency, ci sarebbero 42 morti e un centinaio di feriti. Un kamikaze si è fatto esplodere in una stazione di servizio, vicino a un mercato di frutta e verdura. In sei anni di guerra civile, e nel solo quadrante nord orientale nigeriano, le vittime causate dagli attentati di Boko Haram ammonterebbero ad almeno duemila.

 

"La vita per loro è niente; non gli importa nulla della loro vita: è inutile. Prendono, però, altre vite, questo è il problema. Vanno in chiesa, vanno al ristorante, vanno al mercato, vanno a scuola e mettono le bombe. Ciò significa che la loro filosofia di vita è irrazionale", diceva la scorsa estate alla Radio Vaticana mons. Ignatius Kaigama, arcivescovo di Jos e presidente della conferenza episcopale nigeriana. Proprio Jos, a luglio, era stata colpita da due esplosioni che avevano causato una cinquantina di morti. La prima bomba era stata piazzata in un ristorante a due passi dall'università, la seconda nella moschea del quartiere di Yantaya. Obiettivo, dissero subito gli investigatori, era l'imam Sani Yahaya Jingir, che aveva mandato in stampa il libro "Boko Halal", che ironizzava sulla ideologia di Boko Haram.

 

[**Video_box_2**]Il presidente Muhammadu Buhari ha intanto denunciato la corruzione all'interno delle forze armate nigeriane, causa primaria della lotta non soddisfacente contro il gruppo jihadista. Il passo del capo dello Stato è conseguente alla presentazione di un rapporto preparato da una commissione speciale d'inchiesta che ha messo in luce "diverse transazioni finanziarie illecite e fraudolente".

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