Il Papa in Ecuador parla di famiglia: "Che Dio possa trasformare in miracolo ciò che ci sembra impuro"

E’ un’omelia significativa quella che il Papa ha pronunciato nel Parco de Los Samanes a Guayaquil, in Ecuador, davanti a un milione di fedeli. Prendendo spunto dal Vangelo di Giovanni che narra l’episodio delle nozze di Cana, Francesco si è dilungato in una lunga riflessione sulla famiglia.

 

Il Papa in Ecuador parla di famiglia: "Che Dio possa trasformare in miracolo ciò che ci sembra impuro"

Più di un milione di persone ha partecipato alla messa celebrata da Francesco a Guayaquil

E’ un’omelia significativa quella che il Papa ha pronunciato nel Parco de Los Samanes a Guayaquil, seconda città dell’Ecuador, davanti a un milione di fedeli. Prendendo spunto dal Vangelo di Giovanni che narra l’episodio delle nozze di Cana, Francesco si è dilungato in una lunga riflessione sulla famiglia, definita “una piccola Chiesa, una Chiesa domestica che, oltre a dare la vita, trasmette la tenerezza e la misericordia divina”. Con un accenno al Sinodo ordinario del prossimo ottobre, Bergoglio ha assicurato che “il vino migliore sta per venire per quelli che oggi vedono crollare tutto”, ha garantito il Pontefice: “Sussurratevelo fino a crederci: il vino migliore sta per arrivare, e sussurratelo ai disperati e a quelli con poco amore. Dio si avvicina sempre alle periferie di coloro che sono rimasti senza vino, di quelli che hanno da bere solo lo scoraggiamento; Gesù ha una preferenza per versare il migliore dei vini a quelli che per una ragione o per l’altra ormai sentono di avere rotto tutte le anfore”. E in vista dell’appuntamento sinodale, finalizzato a “maturare un vero discernimento spirituale e trovare soluzioni concrete alle molte difficoltà e importanti sfide che la famiglia deve affrontare nel nostro tempo”, Francesco ha chiesto di “intensificare le preghiere perché persino quello che a noi sembra impuro, ci scandalizza o ci spaventa, Dio – facendolo passare attraverso la sua “ora” – lo possa trasformare in miracolo”.

 

“Nel seno della famiglia – ha osservato ancora il Papa – nessuno è escluso; lì si impara a chiedere permesso senza prepotenza, a dire grazie come espressione di sentito apprezzamento per le cose che riceviamo, a dominare l’aggressività o l’avidità, e a chiedere scusa quando facciamo qualcosa di male”. Riprendendo una delle espressioni che più hanno segnato questi primi anni di pontificato, Francesco ha parlato di famiglia come di “ospedale più vicino”, come di un “punto di riferimento imprescindibile per i giovani, il miglior asilo per gli anziani”. La famiglia – ha detto Francesco – “costituisce la grande ricchezza sociale, che altre istituzioni non possono sostituire”. E proprio per questo motivo, essa “dev’essere aiutata e potenziata, per non perdere mai il giusto senso dei servizi che la società presta ai cittadini”.

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