Sinodo pronto alla partenza: accompagnare e integrare (tutti) saranno le parole chiave

E' stato presentato oggi in Vaticano l'instrumentum laboris, il documento che farà da traccia al prossimo Sinodo ordinario sulla famiglia. Si tratta della sintesi basata sulle risposte ai questionari somministrati ai fedeli in tutte le diocesi del pianeta.
Sinodo pronto alla partenza: accompagnare e integrare (tutti) saranno le parole chiave

Presentato questa mattina l'Instrumentum laboris della prossima Assemblea sinodale ordinaria

E' stato presentato questa mattina in Vaticano l'instrumentum laboris, il documento che farà da traccia al prossimo Sinodo ordinario di ottobre (durerà tre settimane) sulla famiglia. Si tratta della sintesi basata sulle risposte ai questionari somministrati ai fedeli in tutte le diocesi del pianeta. Come ha rimarcato il relatore generale, il cardinale Péter Erdo, ciò che è scritto nelle 77 pagine del testo "non è la posizione della Chiesa". Le risposte ricevute, ha detto il cardinale Lorenzo Baldisseri, sono state a oggi 99 da parte degli organismi aventi diritto e 359 osservazioni inviate liberamente da diocesi e parrocchie, associazioni ecclesiali e gruppi spontanei di fedeli, movimenti e organizzazioni civili, numerose famiglie e singoli credenti. L'Instrumentum si compone di tre parti, che corrispondono alla suddivisione temporale del Sinodo di ottobre (a ogni tema sarà dedicata una settimana di lavoro, con alcune novità metodologiche che saranno più ampiamente illustrate a settembre), e "riflette in modo affidabile la percezione e le attese della Chiesa intera sul tema cruciale della famiglia, integrando il risultato della precedente assemblea contenuto nella Relatio Synodi", ha chiosato Baldisseri.

 

Due sono le parole chiave che emergono dal documento: accompagnare e integrare. Su questo punto si è soffermato in particolare mons. Bruno Forte, segretario speciale del Sinodo, nel sottolineare come sia emersa "una diffusa insistenza sull'importanza di linee pastorali comuni che puntino all'integrazione dei divorziati risposati civilmente nella comunità cristiana". E questo perché, ha aggiunto il vescovo di Chieti-Vasto, "nessuno deve sentirsi escluso". Inoltre, è stato osservato, "la famiglia necessita di un accurato accompagnamento ecclesiale, sia nel cammino verso il sacramento nuziale, sia nell'educazione all'esercizio quotidiano della reciproca accoglienza e del perdono, nutrito dal 'grande fiume' della misericordia familiare". Una attenzione particolare – ha aggiunto Forte – "va data pure alla cura pastorale di coloro che vivono nel matrimonio civile o in convivenze, e a quella delle cosiddette famiglie ferite (separati, divorziati non risposati, divorziati risposati, famiglie monoparentali)".

 

[**Video_box_2**]Monsignor Forte ha anche detto nel corso del suo intervento che "è dovere della comunità cristiana aiutare la famiglia nella sua crescita, educando i suoi membri all'esperienza della misericordia che viene da Dio ed esercitando la misericordia verso le famiglie ferite e fragili". Il cardinale Erdo ha osservato come dalle risposte pervenute emerga che "solo una minoranza vive e sostiene e propone l'insegnamento della Chiesa cattolica sul matrimonio e la famiglia, riconoscendo in esso la bontà del progetto creativo di Dio". Uno degli elementi di maggiore interesse riguarda la questione dello snellimento delle procedure nei casi di nullità matrimoniale. Erdo ha osservato come emerga "una larga convergenza circa il superamento della cosiddetta doppia sentenza conforme", mentre "altre proposte come le procedure amministrative per la dichiarazione della nullità del matrimonio sotto la responsabilità del vescovo hanno provocato non poche obiezioni e riserve".

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