L’aborto diventa non solo diritto ma ideologia di stato. E Francesco?

L’aborto diventa non solo diritto ma ideologia di stato. Svolta culturale luciferina al Parlamento europeo. La mozione Tarabella è la tipica espressione di sordità etica di fronte al male.

L’aborto diventa non solo diritto ma ideologia di stato. E Francesco?

Papa Francesco (foto LaPresse)

Un parlamentare italo-belga (e non si sa che cosa significhi etnicamente), tale Tarabella, ha proposto al Parlamento europeo di approvare uno statuto dei diritti femminili sotto forma di mozione al cui centro sta la rivendicazione dell’aborto come diritto. Maggioranza schiacciante, con qualche pusillo distinguo di cattolici adulti e furbi, approva. E schiaccia una minoranza popolare e conservatrice, schiaccia sia il corpo della donna sia il bambino non ancora nato.

 

L’aborto come diritto è diverso dall’aborto come fatto. Alcune donne hanno sempre abortito volontariamente in circostanze estreme e disperate. I maschi che le avevano fecondate hanno incamerato il loro dolore solitario come premio del loro potere sul mondo e sulla vita. Ma ora è diverso. Testi umanitari dell’Onu e testi parlamentari dei grandi consessi occidentali, mentre si sottomettono agli sharioti qui e là, oppongono alla sacralità dell’esistenza l’inviolabilità di un concetto di benessere tutto da dimostrare e da praticare. Non è più un fatto, è un diritto, un’aspirazione o una prassi normativa, l’elevazione di un desiderio provvisorio a statuto della realtà giuridica con risultati sub specie aeternitatis. (In certe popolose zone dell’Asia, poi, è un dovere sociale).

 

La mozione Tarabella e consimili è una svolta culturale luciferina, tipica espressione di sordità etica di fronte al male, che arriva quarant’anni dopo il varo di sentenze e legislazioni che dall’America opulenta all’Europa grassoccia hanno reso possibile non il fatto dell’aborto, un omicidio e suicidio che invoca la misericordia o la pietà, quanto l’aborto come diritto e ideologia di stato, serena manifestazione di un atto proprietario dell’altrui e dell’altro, un peccato mortale per credenti e per laici. Una cosa può essere non punibile, e forse anche non perseguibile, ma non per questo, se si tratti della soppressione di una vita umana concepita nel seno di una donna, può diventare desiderabile (i diritti non offensivi degli altri sono una dimensione desiderabile della nostra comune esistenza occidentale).

 

Francesco è figlio della chiesa e cataloga l’aborto accanto ad altri prodotti della cultura dello scarto, per esempio la povertà. Madre Teresa sapeva che nessuno è povero come un bambino non nato per volontà della madre e del padre. O addirittura per diritto positivo statuito dalla società politica, dalla maggioranza pro tempore di un’assemblea, dallo stato totalitario che invade e distrugge lo spazio pubblico dei criteri di vita non negoziabili. Con una differenza che il Papa di Roma non vede. Negli ultimi decenni un miliardo circa di persone è uscito dalla povertà sociale. E un miliardo e mezzo di persone è stato escluso a viva forza dalla vita postnatale. Si chiama benessere, welfare.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi