Gira voce che il Partito democratico sarà presto costretto a cambiare la propria sede centrale, non soltanto perché quella attuale di via Sant’Andrea delle fratte non riesce a contenere il massiccio gruppo dirigente del maggior partito dell’opposizione ma anche perché tra qualche mese il piccolo partito di Francesco Rutelli potrebbe iniziare a battere cassa e ricordare al segretario Pier Luigi Bersani che la bella sede a pochi passi da piazza di Spagna fino prova contraria è di proprietà della Margherita. In ogni caso, l’incontenibile moltiplicazione delle poltroncine democratiche ha comunque già avuto l’effetto di avvicinare il segretario Bersani a un cognome che dalle parti del Pd suscita un certo rispetto. Con la parziale chiusura del Loft il Pd è stato costretto a guardarsi in giro e ha iniziato a cercare di capire dove trasferire un po’ di dirigenti. Il 20 gennaio Bersani ha trovato la soluzione, ha collocato i nuovi uffici a Roma al numero 169 di via del Tritone e in quella sede distaccata ha mandato a lavorare quattro componenti della segreteria Bersani: Stella Bianchi, Cecilia Carmassi, Stefano Fassina, Francesca Puglisi, che certamente si saranno accorti che nella stessa via, nello stesso civico e nello stesso palazzo si trovano gli uffici della Cir, società a cui capo oggi vi è Rodolfo De Benedetti, figlio dalla tessera numero uno del Partito democratico Carlo De Benedetti.
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