Il numero dell'Economist che uscirà domani chiede le dimissioni di, come lo definisce il settimanale, "Our favourite prime minister": SIlvio Berlusconi. Titolo dell'editoriale: "Time to say addio".
pasquale ciaccio - bolzano:
Che cos'è ,il nuovo partito dell'opposizione?
Inviato il 3 dicembre 2009 - ore 15:06
Marco Valerio - :
Non è un caso che il Cav., quando ieri ha ipotizzato la trasferta panamense, non abbia citato l'Economist tra quanti - assieme a Rep.,pm,Annozero - gli mancheranno. Ha tiratura mondiale il settimanale inglese, anche se ripetitiva ;)
Inviato il 3 dicembre 2009 - ore 15:15
Michele Taddei - Perugia:
Cosa vogliono? Ci sono grosse novità in vista e pure numerose. L'economist può attendere. Era stato chiesto al Presidente del Consiglio di sottoporsi alle maniacali ‘10’ domande di Repubblica. Se le risposte non fossero state soddisfacenti a certificare la specchiata moralità del premier avrebbero dovuto seguire le dimissioni dello stesso. Dato che per il No-B-Day le domande sono state portate a ‘101’, ciò potrebbe allungare di molto la vita del Governo. Anzi più che ad una riforma per accorciare i processi forse sarebbe meglio che nel Pdl puntassero ad un lodo per allungare le domande e chiamarlo 'il rimanere in carica dei 101'. Quindi l'Economist può attendere.
Inviato il 3 dicembre 2009 - ore 17:08
Romeo Gentili - Roma:
Ma che ci importa della perfida Albione ? Gli inglesi sono invisiosi, ce l'avevano anche con Lui. Propongo di sostituire nelle scuole l'insegnamento del russo a quello dell'inglese, così i balilla del XXI secolo non correranno il rischio di essere traviati da questi turisti della democrazia e potranno apprendere come funziona uno Stato di diritto direttamente dalla televisione di Putin.
Inviato il 3 dicembre 2009 - ore 17:22
Stefano Cicetti - Frankfurt:
I cazzi loro no? Che ne sanno dell'Italia? Ricevono le sinistre dritte dall'autorevole Rep, mix di Playboy e Lotta Continua?
Inviato il 3 dicembre 2009 - ore 18:46
Alberto Lupi - Sacramento, CA:
Credo che la cosa (di sinistra) migliore l'abbia detta il Blog “Spinoza” (purtroppo i link si perdono):
Economist 2001: "Berlusconi inadatto a guidare l'Italia".
Berlusconi vince le elezioni.
Economist 2006: "Berlusconi, basta".
Berlusconi rivince le elezioni.
Economist 2009: "Berlusconi, addio".
Ragazzi, ma farvi un po' i c***i vostri?
Inviato il 4 dicembre 2009 - ore 00:18
enzo sara - avellino:
L'Economist è un giornale obiettivo, indipendente, imparziale. Così obiettivo, così indipendente, così imparziale che in tempi recenti ha "regalato" una sua giornalista al Parlamento italiano: Tana De Zulueta, eletta prima con i Ds, che però a un certo punto le sembrarono forse troppo di destra tanto è vero che passò con i Verdi. Insomma, è un po' come se "Il Giornale" chiedesse le dimissioni del leader laburista inglese Brown (chi se ne fregherebbe, sarebbe un normale gioco delle parti). A proposito, mi rendo conto solo ora che sul versante politico della De Zulueta si sono perse le tracce. Cos'è accaduto? Mica l'elettorato italiano (o comunque la politica di casa nostra) l'avrà giudicata "unfit" (inadatta), dicendole quindi prima "basta" e poi "addio"? Gente strana, noi italiani. Teste dure come in giro ce ne sono poche: pensate che pretendiamo di sceglierci da soli i leader e i governanti, senza dare ascolto ai consigli che vengono dispensati al di là della Manica.
Inviato il 4 dicembre 2009 - ore 12:38