Da ieri qui si ospitano una serie di interventi scritti apposta per noi da uomini chiave del Partito democratico, che tentano in modo matto, gentile e niente affatto disperato di spiegare ai lettori e agli elettori perché sia giusto votare per i propri candidati di riferimento: dunque, Bersani, Franceschini e Marino (e qualsiasi parlamentare o dirigente del Pd voglia scrivere sarà accolto a braccia aperte) Il primo intervento è stato quello dell’ex ministro della pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, che alle primarie di domenica prossima voterà Dario Franceschini. Il secondo intervento è stato quello di Andrea Orlando, deputato del Pd, attuale portavoce del Partito democratico, che alle primarie di domenica voterà per Pier Luigi Bersani. Il terzo intervento è quello di Paola Concia, deputato del Pd e coordinatrice Nazionale della Mozione Marino. Il quarto intervento è quello di Daniele Marantelli, deputato varesino del Partito democratico, numero dieci della nazionale parlamentari di calcio e sostenitore di Bersani. Il quinto intervento è dell'ex segretario dei Ds Piero Fassino, che appoggia Dario Franceschini. Il sesto intervento è quello di Sandro Gozi, capogruppo alla commissione Politiche Ue della Camera e sostenitore di Marino. Eccolo.
Rinnovamento, competenza, apertura: è quello che serve alla politica italiana per recuperare autorevolezza, è quello che serve al PD per tornare a vincere. E sono le ragioni che mi hanno spinto ad impegnarmi per Ignazio Marino. Marino le incarna, nella sua esperienza passata, nel suo approccio alla politica, nel suo pensare l’Italia in Europa e nel Mondo. Dopo un limbo più di due anni, passati a guardarsi l’ombelico e a consumarsi tra scontri tra correnti e incontri nei “caminetti” dei capibastone il PD ha bisogno di presentarsi con idee chiare, scelte nette e parole semplici. Le idee di Marino sono molto chiare, e si sviluppano su 4 grandi assi: riforma del mercato del lavoro, lotta alla precarietà e welfare adattato al nuovo ciclo di vita; shock di liberalizzazione economica, per eliminare i troppi oligopoli, le troppe corporazioni, i troppi conflitti di interesse che bloccano il nostro paese; concentrare gli investimenti pubblici sull’economia verde e sulla conoscenza; difesa e promozione dei diritti civili attraverso un processo continuo. Assi che permetteranno finalmente di fare entrare il nostro paese nella modernità.
Le scelte sono nette: dal NO al nucleare, al sì all’introduzione di un contratto di lavoro unico, all’età pensionabile stabilita in maniera flessibile e volontaria, dal riconoscimento delle Unione civili sul modello britannico al testamento biologico. Il tutto sempre spiegato in modo semplice, che parli al senso comune della gente, uscendo dal solito microcosmo mediatico-politico romano.
Le elezioni politiche sono fissate nel 2013. Voteranno per la prima volta giovani elettori che venivano concepiti quando veniva concepito l’Ulivo, nell’ormai lontano 1995. Potrà il PD presentarsi con leader che erano già al governo nel ’96? Mentre gli altri partiti in Europa sono fieri dei propri simboli e cambiano i loro dirigenti, in Italia, da 15 anni, abbiamo cambiati tanti simboli, ma i dirigenti sono rimasti sempre gli stessi. Marino e il gruppo che lo sostiene rappresentano in tutti i sensi quel ricambio di classe dirigente sempre più urgente in un paese che deve tornare a guardare al futuro, cioè a quello spazio in cui la maggior parte degli italiani passerà gran parte della propria vita.
Sandro Gozi
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