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Il punto

Non ci sono grandissime notizie di politica oggi sui giornali e le uniche due cosette sfiziose che si trovano qua e là sui quotidiani riguardano da una parte (parte del Pdl) la ricerca matta e disperata del Cav. di rassicurare i finiani (che ormai sono deboli deboli) promettendo loro che non riceveranno più attacchi gratuiti da nessuno (anche dal Giornale? Forse sì) e garantendo allo stesso tempo di far slittare di almeno due mesi la riunione dei probiviri. Risultato? In cambio Fini dovrebbe evitare di condire i suoi prossimi due interventi (uno venerdì alla festa di Rutelli uno domenica a Mirabello, festa di Futuro e libertà) con note polemiche e distruttive.

Stupisce, almeno a me stupisce molto, che ormai il Cav. pensi più o meno seriamente di poter salvare la legislatura ma intanto (forse perché di andare a votare ormai ha un po’ paura anche lui) non si può dire che non ci stia provando. Per il resto, ieri è stata la giornata delle riunioni a Palazzo Grazioli sulla Giustizia (otto ore). In sostanza il patto con Fini dovrebbe essere questo. Noi non ti rompiamo (per quanto possibile) più le palle con la storia della casa, dei cognati etc e tu non ci rompi le scatole con la storia del processo breve. La questione è semplice. Tra pochi giorni arriverà alla Camera un testo già approvato al Senato che prevede che i processi in corso verranno stoppati nel caso in cui siano passati più di due anni senza che vi sia stata una sentenza di primo grado e solo per tutti i reati commessi prima del maggio 2006 con pene inferiori ai dieci anni. Tra questi naturalmente rientrerebbe anche il Cav. Sinceramente credo che alla fine troveranno un accordo.

Intanto oggi torna in edicola il Secolo d’Italia (che sotto la testatina ha ancora scritto “quotidiano nel Pdl”, mah) e a proposito di centrosinistra mi sembra che i ragazzi, pur nella loro irrilevanza più totale, stiano litigando tra loro meno di quanto appaia dai giornali. Perché i giornalisti si divertono molto a raccontare del grande ed eterno ed epico scazzo tra Veltroni e D’Alema ma se anche scazzo c’è (e c’è) un tempo quello scazzo aveva senso perché coinvolgeva due grosse fette e tante anime in pena del partito oggi invece i veltroniani e i dalemiani si iniziano a contare sulle dita di una mano e per quanto si odino a morte nel partito, grazie al cielo, ci sono anche altre idee. Non so quanto siano migliori di quelle espresse dai nostri ma comunque ci sono, basta trovarle. Ah, dimenticavo, Stefano Boeri (fratello di Tito), si candida per le primarie del centrosinistra a Milano.

di Claudio Cerasa

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