Befana d’allarme

Scene dalla “corsa al vaccino” con eterogenesi dei fini. Piazza Navona alla riscossa

Befana d’allarme

(foto LaPresse)

Arriva la Befana e il vento sembra quello con cui scendeva dal cielo la super-tata Mary Poppins. Ma in città, più che di calze e di carbone, ieri si discuteva della corsa (“psicosi”, titolano i giornali) al vaccino anti-meningite (“scorte esaurite” è l’altro titolo ricorrente). Scena numero uno (davanti a un giornalaio di Trastevere), ore 7 e 45 del mattino: una signora chiede all’edicolante se abbia “un opuscoletto informativo sull’emergenza meningite”. L’edicolante straniero, che non ha capito la domanda, le offre l’inserto della domenica di un quotidiano. La signora, inorridita, dice “che continuando così finiremo all’Inferno”. Scena numero due: ambulatorio per vaccinazioni pediatriche (non solo anti-meningite), negli ultimi giorni in cui non ci si può prenotare telefonicamente, cosa che sarà possibile dal 16 gennaio in avanti. Per ora si procede con il barbaro sistema dei numeretti (un genitore va a prendere il numeretto all’alba di un giorno a caso, l’altro o chi per lui/lei porta il bambino all’ora in cui approssimativamente è prevista la vaccinazione).

Ma ieri lo scenario che si presentava agli occhi di chi – in vista dei normali richiami dei vaccini pediatrici, e sottovalutando (o dimenticando) l’effetto “corsa al vaccino anti-meningite” – decideva di presentarsi nella sala dei numeretti, aveva qualcosa di apocalittico: decine di persone con ore e ore (notturne) di coda pre-numeretto; liti per “poter porre il nome in lista e ottenere il numeretto”; offese volanti all’infermiere che cercava di spiegare che l’emergenza era “in Toscana”, e che “nel Lazio ci si poteva vaccinare tranquillamente anche nel mese successivo”, ma il “tranquillamente”, dopo ore di fila notturna e con il crescere dell’ansia, veniva preso molto male da uno degli utenti, che a un certo punto gridava, agitando le braccia: “Ecco i soliti poteri forti, non siamo cittadini di serie B!”. (Si segnala lo strano caso del “potere forte” evocato stavolta non contro, ma a favore del vaccino – e magari si producesse l’inversione di tendenza, anche se per eterogenesi dei fini, con conversione pro-vaccini da parte di chi irrazionalmente, e in alcuni casi irresponsabilmente, dal web e dalla piazza, dice “no e poi no”). Sono giorni di debutto per il nuovo assessore all’Ambiente e ai Rifiuti della giunta Raggi Pinuccia Montanari, che da Facebook ha lanciato la campagna social “#stradepulite, chiedendo ai cittadini la foto-denuncia delle situazioni di “criticità” a livello di cassonetto e sacchi di spazzatura ammonticchiati in strada. Montanari, una laurea in Filosofia e un passato come esperto-ambiente con Graziano Del Rio a Reggio Emilia e con Marta Vincenzi a Genova, “verde” storica dai tempi di Alex Langer, è una oltranzista dell’antispreco: “E’ un grande onore accettare questa sfida per portare Roma, la capitale d’Italia, verso la dimensione di una città sempre più ‘Zero Wast’ ”, sono state le sue prime parole da assessore (ha in mente un piano comunale di riduzione dei rifiuti, per passare “dall’economia lineare a quella circolare e rigenerativa”).

Piazza Navona cerca la riscossa, dopo il Natale delle poche bancarelle in nome del “no” ai ras del commercio ambulante e dei pochi bambini in giro. E così, per la Befana, nonostante la piazza appaia a volte spettrale, con quei pochi scheletri di stand semivuoti, ci si prepara oggi a “far sognare grandi e piccini”, si legge nella presentazione dell’evento, con “presepe vivente, corteo equestre dei Re Magi e spettacoli degli artisti di strada” (come a Capodanno?). Non mancheranno il concerto jazz e la pop band e il dj-set (ça va sans dire). 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi