Natale di Roma

Tutti pazzi per il 21 aprile, tra artisti, candidati e la gara di “non ho l’età” tra Totti e Bertolaso
Natale di Roma

Auguri. Il 21 aprile (Natale di Roma) viene tutti gli anni, ma non tutti gli anni è possibile assistere, nello stesso giorno, a tali e tanti scoppiettii in contemporanea. Ieri, infatti, mentre sulla banchina del Tevere artisti e attori si preparavano alla performance sotto al murales di William Kentridge, e mentre a Testaccio ci si apprestava a lanciare in cielo sette lanterne luminose (una per ognuno dei sette colli), i candidati sindaci, con l’occasione del Natale capitolino, si sbizzarrivano con dichiarazioni tra il lirico e l’incazzato. “Sei nata da un solco tracciato 2.769 anni fa e sei rinata 100 volte. Auguri Roma, splenderai di nuovo #RomatornaRoma”, twittava il candidato dem Roberto Giachetti, reduce dalla terrigna intervista a Fabrizio Roncone sul Corriere della Sera, in cui raccontava di aver “già scalato una montagna”, facendo campagna elettorale tra gente che, sentendo parlare di Pd dopo Mafia Capitale, lo guardava e gli diceva “perché te dovrei da’ er voto?”.

 

Giorgia Meloni, invece, si preparava ad aprire la campagna elettorale vera e propria al Pincio, nel giorno in cui, alla Camera, il mistero del “ma Silvio Berlusconi che farà con Guido Bertolaso?” solo apparentemente si scioglieva. Bertolaso infatti diceva: “Silvio vuole che vada avanti” e “io non mollo”, ma nel pomeriggio si moltiplicavano le voci attorno a un Berlusconi “che prendeva tempo”. (E a questo punto è chiaro che il solo fatto di candidarsi sindaco a Roma sortisce sui candidati l’effetto che ha il bagno nel Tevere per Claudio Santamaria nel film “Lo chiamavano Jeeg Robot” di Gabriele Mainetti, mattatore ai David di Donatello: Bertolaso, come prima di lui Ignazio Marino, sta assumendo atteggiamenti caratteriali da “supereroe” uno-contro-tutti). Ma ieri era anche il giorno del “Grillo vs Grillo”, show del comico all’Auditorium Conciliazione e primo spettacolo della sua tournée dopo la morte di Gianroberto Casaleggio.

 

La candidata sindaco di M5s Virginia Raggi, dunque, oltre a rilasciare la dichiarazione a tema: “Oggi è il Natale di Roma, e l’obiettivo è farla rinascere”, si recava a incontrare il Grillo spiritosamente in fuga dai cronisti (“abbiamo parlato di tante idee che sono già realtà in tante altre parti del mondo”, diceva Raggi mentre sulla pagina Facebook del M5s Roma compariva la lista dei candidati consiglieri comunali). Completavano il quadro “natalizio” Antonello Venditti e Carlo Verdone, convinti che “er Pupone” Totti debba per sempre restare in campo a dispetto dei limiti anagrafici sportivi. Non ho (più) l’età?, e chi l’ha detto?, si sperava insomma diventasse il motto di Totti. E forse ieri lo pensava anche Bertolaso quando, su Twitter, alcuni detrattori lo invitavano a fare un passo indietro “per lasciare spazio ai giovani”. Poi scendeva la sera, e per i Fori si annunciava una nuova illuminazione led.

 

Bus a due piani. Da tempo era una fissa del cronista: provare un giro sull’autobus scoperto per turisti, quello che se lo incontri nel traffico ti blocca irrimediabilmente, per vedere l’effetto che fa la Roma prefettizia dal secondo piano dell’open bus. Si decideva dunque di salire a bordo e percorrere proprio il tratto dei Fori quasi pedonalizzati. Non si resisteva alla tentazione di chiedere ai passeggeri inglesi come apparisse la città ai loro occhi. Due su tre rispondevano “beautiful”, ma tre su cinque infilavano nel discorso accenni sornioni a “Mafia Capitale” (che la Mafia Capitale abbia preso il posto, nell’immaginario collettivo estero, degli spaghetti, della pizza e dei centurioni finti al Colosseo?).

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