Non solo primarie

I baffi del generale, star mediatica del “confronto a sei”, gli alberi   e la consigliera anti-centurioni

Fare il sindaco di Roma, e chi ne ha voglia, nel giorno in cui una scena horror-pulp – la goccia di sangue di ratto che cade dal soffitto della biglietteria ai Fori imperiali – rende quasi impossibile non leggere nell’episodio il sintomo di una piaga biblica incipiente, anche annunciata da crolli di impalcature e allagamenti. Tuttavia ieri i sei candidati alle primarie del centrosinistra (in programma domenica 6 marzo) si sono fatti intervistare con formula da “confronto finale”, tutti in piedi come a X Factor, dal direttore dell’Unità Erasmo D’Angelis e dalla cronista politica del Manifesto Daniela Preziosi. Momento clou quando il generale Domenico Rossi (vincitore mediatico del confronto di ieri, se non altro per il baffo scenografico alla Hercule Poirot), ha detto di essere un “romano di Monti” che si pone in continuità anche “militare” col prefetto commissario Francesco Paolo Tronca. Altri attimi di stupore: quando Roberto Giachetti ha promesso “mezz’ora in più al giorno” ai romani (cioé: mezz’ora non sugli autobus), e quando Roberto Morassut ha fatto autocritica sui suoi sorrisi mancati, ché pare glielo dicano tutti: l’espressione facciale conta (tocca portare gli elettori svogliati ai seggi: meglio evitare il broncio). Intanto i giovani di “Roma puoi dirlo forte”, la cosiddetta “Leopoldina”, annunciano di essere pronti a “firmare un patto con il vincitore” delle primarie, chiunque egli sia, lunedì 7 marzo alle Ex Dogane di San Lorenzo, luogo della scena romana dance-off: sarà una festa per il futuro candidato sindaco, dicono i leopoldini, ma con appoggio a quest’ultimo “non scontato” (servirà appunto la firma del “patto vincolante”) e “confessionale” dove si potranno lasciare “idee per città” da diffondere in streaming.

 

E però a questo punto non può più essere ignorato lo strano caso di Nathalie Naim, consigliera al primo Municipio proveniente dalla lista civica dell’ex sindaco Ignazio Marino, ma soprattutto pasionaria anti-bancarelle, anti-centurioni (che l’hanno presa di mira nei giorni degli scioperi sotto al Colosseo), anti-degrado, anti-schiamazzi, anti-chiusura di storici negozi, anti- rivendite anonime di alcolici e gadget e anti-incuria a livello di “Servizio Giardini” del Comune, per via degli alberi sradicati in modo incongruo nelle piazze storiche, dice, ma anche per via degli alberi che cadono, scrive periodicamente su Facebook, per interventi o non-interventi scriteriati (tantopiù che ieri la caduta di un albero ha provocato la morte di due uomini). Dopo aver sporto denuncia per “minacce”, “insulti” e “sputi” da parte “di ambulanti di piazza del Colosseo a seguito di spostamento camion bar e bancarelle da monumenti”, Naim, di aspetto gentile ma di implacabile tempra no global e post ecologista, è diventata una specie di leggenda nera presso i commercianti o aspiranti tali del quartiere Monti, ai quali riserva newsletter antipatizzanti in cui fa balenare future delibere “per impedire l’invasione di minimarket e ristorazione veloce di vario genere”, con excursus sulla non proprio amatissima raccolta differenziata porta a porta. Sui social network, con cadenza quasi quotidiana, scorrono intanto i j’accuse di Naim sul suddetto Servizio Giardini: “…gli alberi convivono con noi da sempre e sono essenziali al nostro benessere”, ha scritto, lamentandosi delle potature “scempio” e “dei lavori fatti da incompetenti che recidono e comprimono l’apparato radicale e l’affogano nel cemento”. Suoi cavalli di battaglia: il caso di “Piazza della Quercia senza quercia” (Naim vorrebbe che la quercia venisse  ripiantata), l’albero “torturato dalla criptonite” (antifurto di motorino) in zona Borgo Pio, i platani “malati” di Piazza Cairoli e la scomparsa dell’albero di Piazza Margana, cresciuto tra due palazzi: dal Comune le hanno detto che si era spezzato e che quindi sono dovuti andare a toglierlo, ma lei spera ne cresca “un altro nello stesso modo”. E non è ancora primavera: a quel punto tremeranno coloro che si preparano a un’attività lungo le banchine del Tevere, altro obiettivo di “Naim il terrore di Monti”.

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