Carnevale a chi?

La chiave della cassaforte di Buzzi, e la gara di mediaticità tra il Prefetto Tronca e Padre Pio

Misteri. “Un Rolex falso, un braccialetto da prima comunione, altri oggetti di Tiffany che valgono 700 euro, una patente di guida…”. E’ il contenuto della cassaforte di Salvatore Buzzi, ex capo della Coop 29 giugno e co-protagonista, con Massimo Carminati, dell’inchiesta e del processo “Mafia Capitale”. E niente: per quanto ci si sforzi di concentrarsi sull’inchiesta (volendo), ogni volta che salta fuori la storia della cassaforte di Buzzi non si può fare a meno di strabuzzare gli occhi, ché c’è pure di mezzo la fantomatica chiave di casa che Buzzi stesso chiese di riavere alla prima udienza nell’aula bunker di Rebibbia, nel dicembre scorso. E prima si susseguivano paginate di intercettazioni, e ora si susseguono le udienze, ma le uniche cose che dall’inizio non si riescono a dimenticare di tutta la storia sono i particolari incongrui: il bar delle nebbie a Corso Francia, il benzinaio degli incontri segreti, i complici presunti in quel di Ostia, e adesso il giallo della cassaforte (perché mai custodire gioielli falsi?), roba che accende la fantasia come neanche una “storia maledetta” di Franca Leosini.

 

Uomo del giorno. E adesso bisogna decidere se a Roma, questa settimana, l’uomo del giorno è Padre Pio, le cui spoglie sono arrivate ieri l’altro davanti alla Basilica di San Lorenzo fuori le Mura, dopo un rocambolesco viaggio dalla Puglia e attraverso la Basilicata, con tanto di fedeli che invadevano la carreggiata, oppure Francesco Paolo Tronca, il prefetto commissario in questi giorni impegnatissimo nella lotta contro i cosiddetti “furbetti” del patrimonio, protagonisti (come inquilini o come locatari) della storia degli immobili comunali locali a pochissimo, anzi praticamente a nulla, e ignorati dai radar delle burocrazie nonostante le irregolarità (una storia che a Roma è vecchia come il mondo). E Tronca, che finora se n’era stato lontano dalle telecamere e dai microfoni, diversissimo dall’altro prefetto, il mediatico Franco Gabrielli, sono due giorni che annuncia azioni a tappeto, e non soltanto nel centro storico, per stanare il canone ridotto e ridottissimo che fa perdere al Comune, ha detto, almeno cento milioni all’anno. E mentre la viabilità sul Lungotevere veniva messa a soqquadro in previsione dell’evento “Padre Pio”, e all’arrivo dei pullman carichi di pellegrini (e santini, e rosari), il Tronca versione super-eroe lamentava a gran voce la mancanza di un censimento completo degli immobili e chiedeva di svolgere ogni possibile verifica “in tempi rapidissimi e con la tecnologia più avanzata”. “Il caso ‘affittopoli’ influirà o no sul mercato degli affitti in generale?”, si domandano ora gli esperti di case, mentre gli inquilini scoperti a pagare troppo poco si fanno sentire a suon di “noi stàmo qquà” (e “arruffano il pelo come vecchi gatti del Colosseo stupiti e infastiditi da tanto clamore”, scrive Goffredo Buccini sul Corriere edizione locale). E nei giorni in cui il Pd annuncia “primarie anche in tutti i quattordici municipi” (auguri), c’è chi pensa che, se non il prefetto Tronca (non disponibile) forse solo Padre Pio può fare il miracolo: resuscitare e candidarsi sindaco nella città dove pare scomparso pure il Carnevale.

 

La scomparsa del Carnevale. Non si vedono più bambini mascherati per le vie del centro, non volano neanche più i coriandoli. Poi si apprende che ci sarà un sfilata equestre nella Piazza Navona dove un mese fa non volò neppure la Befana.

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