Non solo Giubileo

Dell’impossibilità di estraniarsi dal tormentone mediatico, tra “falchi reali” e minoranze pd
Se riesci a non leggere le notizie sul Giubileo (preso da ogni possibile angolazione naturalistica, umana e gestionale), c’è pur sempre la questione “saldi”: si teme il flop per gli stessi motivi per cui potrebbe “non decollare il Giubileo” (rieccolo), fatti salvi i falsi gadget cinesi con immaginette papali e/o di santi, in particolare calamite, portachiavi e rosari “da Giubileo” (rieccolo). E se riesci a non leggere le notizie sui saldi, contaminate appunto dal conteggio preventivo dei pellegrini di categoria più mondana (quelli disposti a spendere), sembra lì per lì possibile estraniarsi dal grande evento con l’incredibile e triste storia della “lotta al guano”: per la cronaca, è fallita due giorni fa “la sperimentazione dell’allontanamento degli uccelli migratori con i falchi”(è tutto vero, anche se la cosa sta alimentando leggende metropolitane horror, come quella del barista che sostiene di aver visto “un falco reale” avventarsi su alcuni uccelli migratori accanto alla fermata dei taxi di Largo Argentina). “In attesa dell’aggiudicazione del nuovo bando” (se non falchi, aquile?), la preoccupazione è che, “con il Giubileo” (ti pareva), i pellegrini non possano sedersi sulle panchine attorno al Vittoriano. Tocca allora buttarsi, essendo saturi di interviste ai giubilanti di ogni ordine, grado e nazionalità, sul resoconto quotidiano dal titolo “ricerca del candidato sindaco” (questo sconosciuto) o sul retroscena dalle giornate di preparazione della contro-Leopolda, kermesse della minoranza non esule del Pd in programma domani al Teatro Vittoria, con sinergia Roma-Milano: è previsto il collegamento skype con Giuliano Pisapia (secondo alcuni anche sotto sotto possibile “scalatore” del pd renziano). Tuttavia si fa sempre più difficile, in città, esulare dalla disamina quotidiana su quanto possa essere o non essere rivoluzionario proiettare un leone in ologramma sulla facciata di San Pietro (molte riflessioni ieri nell’Amaca di Michele Serra su Repubblica). Ancor più difficile è evitare di soffermarsi sull’interrogativo: quanto la giornata inaugurale del Giubileo è stata “all’altezza di una capitale”? Aldo Cazzullo, sulle pagine romane del Corriere, pessimisticamente si è abbandonato alla poesia: “Roma è più mutevole ancora del suo tempo; e se al mattino piove, alla lettura del Vangelo spunta la luce e all’apertura della Porta Santa il sole splende alto…”. Volendo intristirsi ancora di più, sul Fatto quotidiano si legge dei “barboni spariti tra San Pietro e Termini” (“per paura” delle camionette e dei controlli antiterrorismo), e insomma, Giubileo a parte, non resta che apprendere con sollievo che riaprirà il cinema Metropolitan. Trattasi del cinema storico del generone romano (in Via del Corso), diventato tipico rifugium per adolescenze ingrate negli anni Ottanta (ci si andava a svernare il sabato pomeriggio ai tempi della domanda: “Sono veri paninari i ‘tozzi’ romani”?). Poi però si è capito che il Metropolitan lo si vuole riaprire, sì, ma per adibirlo a “spazio commerciale”, anche sperando nel “volano” del Giubileo (ancora lui). E allora non resta che interrogarsi sulla sorte dei 233 grillini che, si legge nei dispacci a Cinque stelle, “aspirano” tutti e 233 a diventare sindaco della Capitale (auguri).          

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