Twin Peaks

Esiste davvero un posto così: si chiama Bolinas e fa di tutto per scoraggiare i turisti curiosi

Twin Peaks

Un'immagine di Twin Peaks, la serie tv ideata da David Lynch

Andando a nord da San Francisco, superate le brume, ci si può imbattere in una cittadina fantasma. Si chiama Bolinas, venti miglia a nord-est della città, milleseicento abitanti, nessun cartello stradale. Anche il segnale all’uscita dalla highway viene regolarmente cancellato e smontato da misteriosi abitanti, che non vogliono intrusi. Bolinas infatti ci tiene alla sua privacy fricchettona.

 

Abitata soprattutto da surfisti e artisti anziani; ha alberi altissimi, casupole di legno, vista romantica della Baia, con le nebbie che al mattino e alla sera la rendono misteriosa, ma nelle giornate buone si può vedere fino a San Francisco. Case e casette nei boschi con giardini curatissimi, con statue di Budda, cartelli “via i fascisti!”. Ci sono una biblioteca, uno studio di yoga, due ristoranti, due negozi, uno spaccio, e un “farm stand” che pare aver anticipato la drogheria senza conducente di Amazon; è infatti un supermercatino aperto ventiquattro ore su ventiquattro sul ciglio della strada; senza personale; con piccole opere d’arte di artisti locali appese. Ma soprattutto tu entri, prendi quello che ti serve, pesi, e paghi il prezzo mettendo il cash in un piccolo salvadanaio di metallo, e lasciando un appunto su un quaderno. Tutto sulla fiducia.

 

Qui però tutto costa carissimo, i pomodori pachino dodici dollari al chilo, per dire: un altro sistema per scoraggiare gli eventuali turisti. Infatti la popolazione è gelosissima; tutti si conoscono e si salutano. Ti salutano, anche, perché se ce la fai ad arrivare fin qui è come se avessi superato una prova.

Il più esclusivo eremo californiano

 

Si aggirano celebrità. Sulla strada costiera una mattina d’agosto una signora arrancando in bici dice: “Good morning!”. E’ Frances McDormand, attrice di “Fargo”, che qui ha seconda casa col marito regista Joel Coen. Ci stanno pure Alice Waters, la cuoca più intellettuale d’America, il poeta beat Lawrence Ferlinghetti, lo scrittore Richard Brautigan e diversi siliconvallici di prima generazione. Non solo l’aria è purissima, volpi e cerbiatti attraversano la strada come turisti a Roma, gli abitanti sono tutti fisicatissimi, dai cinque ai novantanni: vite intere a surfare in queste acque freddissime, si alimentano di merluzzo e ostriche in questa baia gelida a chilometri zero.

 

Tutto un po’ sfasciato, le case sono catapecchie, con vecchie Mercedes sepolte tra le siepi e le sequoie altissime, gusci di conchiglia sulle cancellate, motoscafi ormai ricoperti di vegetazione. E’ un Twin Peaks on the sea, con carcasse, e giardini curatissimi, e un profumo di eucalipto (e nella sera nebbiosa, con i coyote che ululano).

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