Nuove indagini, vecchi difetti

“Sistemi criminali integrati” è la definizione su AntimafiaDuemila dell’alleanza fra cosa nostra e ’ndrangheta nella indagine dei pm di Reggio Calabria e della Dna. Il copione è già scritto

Nuove indagini, vecchi difetti

“Sistemi criminali integrati” è la definizione su AntimafiaDuemila dell’alleanza fra cosa nostra e ’ndrangheta nella indagine dei pm di Reggio Calabria e della Dna. Echeggia una vecchia inchiesta negli anni Novanta degli allora pm Antonio Ingroia e Roberto Scarpinato. L’inchiesta sosteneva che gli attentati del 1993 erano finalizzati alla nascita della seconda repubblica con l’ascesa a Palazzo Chigi di Silvio Berlusconi. Fu archiviata per assoluta mancanza di prove, con il consenso dei due pm, ma fu poi recuperata da Ingroia che ottenne l’inserimento di quelle carte nel fascicolo del processo sulla cosiddetta “trattativa”. Le nuove acquisizioni, deposizioni di pentiti che modificano il movente dell’eccidio di due carabinieri in Calabria all’inizio del 1994, saranno, come già si vede sul Fatto quotidiano di ieri con l’intervista a Ingroia, valorizzate per riproporre la tesi di un qualche beneficio ricavato da Berlusconi grazie agli attentati, se non addirittura di un qualche ruolo del suo partito. Sarà il finale, il copione è già scritto, di un processo che probabilmente finirà nel nulla ma con roboanti requisitorie che saranno poi trasfuse in libri.

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  • carlo schieppati

    30 Luglio 2017 - 12:12

    Questa tesi balorda, che è una vera e propria "stronzata" propagata da "pentiti" che vogliono compiacere i pm, era già stata ripresa e rilanciata da quella che è attualmente la seconda carica dello Stato, precisamente nel maggio 2010, allorchè gli venne riconfermato l'incarico di Procuratore Nazionale Antimafia. Me lo ricordo perchè il Procuratore aveva usato la stessa dizione di Buscetta: "entità". La mafia avrebbe "organizzato azioni criminose eclatanti che, sconvolgendo, avrebbero dato la possibilità ad una entità esterna di proporsi come soluzione per potere riprendere in pugno l’intera situazione economica, politica e sociale, che veniva dalle macerie di Tangentopoli”. Da allora, e per un po' di tempo, ho fatto fatica a distinguere cosa era "mafia" e cosa era "antimafia". Adesso ho capito che coincidono: sono "la stessa cosa".

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  • fabriziocelliforli

    29 Luglio 2017 - 12:12

    Ma che ingenuo da due soldi sono io! Credevo che l'azione della Magistratura, terzo potere che dovrebbe essere terzo nel senso dei due litiganti ma senza godere; credevo che l'azione della magistratura fosse un'altra. Cioè: io avevo capito un'altra cosa..

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  • giantrombetta

    29 Luglio 2017 - 11:11

    L'Italia da oltre un ventennio e', secondo il Foglio, una Repubblica giudiziaria, con il suicidio di gran parte della classe politica assecondato se non promosso da gran parte del circo massmediatico. Dove andrà a parare istituzionalmente e politicamente questo interminale tsunami di inchieste, processi, intercettazioni e confessioni di pentiti ognuno e' libero di divertirsi ad immaginarlo. Da tempo a leggere molte sentenze pare d'esser di fronte a trattati di etica e sociologia. Se non riescono a provare la tua colpevolezza malgrado indagini smisuratamente ampie e lunghe con tutti i potenti nuovi strumenti a disposizione non significa affatto che tu sia innocente, ma, come con autorevolezza ho udito ribadire, semplicemente che la procura non e' ancora riuscita a trovarle le prove della tua colpevolezza. E dunque bisogna continuare a cercarle. Par di capire finché morte non sopravvenga. La sinistra e' la principale responsabile di questa gogna infinita, ahime'.

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