Quello che non dovrebbe fare un presidente della Camera

Negli anni Ottanta nacque una polemica perché Nilde Jotti, che allora ricopriva quel ruolo, intervenne dal palco nel congresso del suo partito, il Pci. Fu un intervento misurato. Oggi invece

Quello che non dovrebbe fare un presidente della Camera

Ci siamo abituati a presidenti delle Camere che giocano un ruolo politico molto marcato. Nella prima repubblica era una carica importante ma tagliava fuori dal gioco politico chi la ricopriva. I suoi detentori, potevano aspirare solo alla presidenza di un cosiddetto governo balneare, da luglio a settembre, o a quella assai più prestigiosa e duratura della Repubblica. Giovanni Leone ebbe l’uno e l’altra, ma fu l’unico e non finì benissimo. Oggi, in particolare la presidenza della Camera, si è trasformata in modo molto netto ed è forse il ruolo che più è mutato, dal 1994, nel funzionamento delle istituzioni. Negli anni 80 nacque una polemica perché Nilde Jotti, che ricopriva quel ruolo, intervenne dal palco nel congresso del suo partito, il Pci. Fece un intervento misuratissimo, praticamente anodino, eppure più d’uno le ricordò che aveva il dovere di rappresentare nei suoi interventi pubblici tutti i deputati che presiedeva e un congresso di partito non era la sede adatta. Ancor più, il dovere della rappresentanza di tutti dovrebbe trattenere il presidente, per di più dentro le mura della Camera, dall’indicare la necessità di approvare un disegno di legge. Eppure a Montecitorio due giorni fa è successo proprio questo. Non è un buon precedente, a prescindere dal merito.

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    22 Luglio 2017 - 09:09

    Al confronto dei suoi successori, la Leonilde del Partitto seppe tuttavia campeggiare sul podio della terza carica dello Stato in modo serio, corretto, autorevole, esemplare. Poi, man mano a scadere fino alla Presidenta. Ovvio che noi cittadini pretendiamo un Presidente della Camera che innanzi e soprattutto garantisca a tutti i Deputati nostri rappresentanti perché eletti da noi Popolo Sovrano (Art.1 Cost), la più libera e democratica espressione e confronto delle proprie-nostre opinioni: il Parlamento cuore-cervello della Democrazia. Al contrario, dopo Jotti via via siamo arrivati alla maestrina-Presidenta ossia un'Incaricata dell'Opinione Suprema per ri-educare i rappresentanti di noi cittadini, "diversamente pensanti" per diritto costituzionale, ad omologarsi appunto all'O.P.D. Perciò i grillini danno fastidio e fanno paura, non tanto per i loro vuoti culturali politici e gestionali peraltro diffusi a ventaglio nell'emiciclo, quanto perchè assolutamente "ingovernabili".

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  • giantrombetta

    21 Luglio 2017 - 11:11

    Aggiorno. Ieri pure il presidente del senato ha fortemente e solennemente auspicato l'approvazione della legge sullo jus soli. Ed e' un ex magistrato che dovrebbe in ogni circostanza essere esempio di imparzialità. Il Presidente del senato assolve al compito di disciplinare il dibattito parlamentare assicurando con assoluta imparzialità solo il rispetto delle leggi e del regolamento, ovvero astenendosi da alcun giudizio di merito sui contenuti del libero dibattito. Che non concorra all'approvazione o bocciatura dei provvedimenti in discussione e' molto semplicemente testimoniato dalla sua non partecipazione alle votazioni. A questo dovere di imparzialità mi pare ovvio debba attenersi dentro e fuori dall'aula. Altrimenti siamo al caos, se non al degrado, istituzionale. La libertà di opinione sarebbe bene fosse per i presidenti delle Camere esercitata solo a legge approvata. Magari con il dovuto massimo rispetto pure per leggi non condivise. O no?

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  • giantrombetta

    20 Luglio 2017 - 08:08

    Nella cosiddetta seconda repubblica pare ormai che ci si e' abituati a tutto. Per approdare a quella che il Foglio denuncia come ormai acclarata "decomposizione della politica" . E siccome mi par d'aver saputo che in una repubblica democratica le istituzioni sono espressione della sovranità popolare, organizzata, orientata, interpreta e governata non solo elettoralmente dai partiti, ovvero dalla politica, la decomposizione della politica non può che produrre la decomposizione delle istituzioni. A prescindere dal merito e di tutto il resto. Il presidente della Camera, in luogo di limitarsi a governare imparzialmente il dibattito parlamentare e a rappresentare autorevolmente l'intero Parlamento, entra quotidiamente a gamba tesa nel merito delle leggi alla cui approvazione o bocciatura istituzionalmente non può concorrere con il suo voto. Il vice presidente della Camera interviene presso le ambasciate , ovvero le rappresentanze diplomatiche delle cancellerie di stati sovrani...

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