Il caso Moro spiega a cosa dovrebbe servire una commissione parlamentare

Contro i doppioni di indagini giudiziarie

Il caso Moro spiega a cosa dovrebbe servire una commissione parlamentare

"Lo consideravamo l’apice del sistema di potere. Pensavamo che lo stato avrebbe fatto carte false per riaverlo. Sbagliammo completamente valutazione. Fino alla fine sperammo che Moro con le sue lettere fosse in grado di muovere qualcosa all’interno della Dc”. Così ieri Adriana Faranda sentita dalla ennesima Commissione sul caso Moro ha descritto la gestione, anche se il termine è a dir poco inadeguato, del rapimento Moro da parte delle Br. Coincide con l’analisi, mirabilmente sintetica, messa nero su bianco in un libro di qualche anno fa da Aldo Giannuli: “Fecero una strage per rapire Aldo Moro e dopo pochi giorni dal sequestro si accorsero che non sapevano che farsene”. Una commissione parlamentare, piuttosto che doppioni di indagini giudiziarie, dovrebbe occuparsi del senso politico del terrorismo italiano per come rappresentato nelle elaborazioni, nelle azioni e nelle riflessioni successive dei suoi militanti. Sarebbe una indagine forse di qualche utilità e non sarebbe attività impropria, visto che il ruolo di una commissione parlamentare è per l’appunto un ruolo politico. Bisognerebbe partire proprio dalle parole di Faranda citate più sopra. Ma si sa che gli onorevoli indagatori sono interessati a ben altro e anche questa occasione andrà sprecata.

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Commenti all'articolo

  • fabriziocelliforli

    12 Luglio 2017 - 23:11

    Parallelamente , in sottotraccia e fuori dalla commissione: è possibile che documenti ancora marchiati dal segreto di stato non possano essere consultati, ad esempio, dalla massima carica dello Stato? all'indomani della Sua elezione, che tanti punti interrogativi sollevò ma non in me - testimoni i miei post qui sul foglio (a proposito: come si fa a recuperarli? con disqus era più facile) , quando dissi che lui, quasi l'ultimo dei morotei, era ciò che Moro tramite lui si riprese stante la sua dipartita prematura e quindi rappresentasse una sorta di nemesi; quando scrissi questo non lo dissi ma mi sarei aspettato (è ancora in tempo) un sussulto d'impeto a mo' di ripagamento di debito di riconoscenza verso Moro.. ok non mi si è capito ma d'altronde Bordin non è il mio secondo cognome anche se lo vorrei

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  • fabriziocelliforli

    12 Luglio 2017 - 22:10

    Approfondire, esatto. Se dopo pochi giorni si accorsero che (mi si perdoni, sono un ingenuo); perché allora non rilasciarlo? E' ipotizzabile (sempre nell'ottica dell'approfondimento che non ci sarà) che da un certo punto le BR siano state "dirette da sopra"; da uno che loro credevano che fosse BR ma che riceveva ordini da chi non lo era? e se avevano visto che non ottenevano nulla; perché quella fine?

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  • fabriziocelliforli

    12 Luglio 2017 - 22:10

    ...novantadue minuti di applausi..10 e lode

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  • giantrombetta

    12 Luglio 2017 - 08:08

    I brigatisti rossi erano semplicemente dei comunisti rivoluzionari. Protagonisti sciagurati del tentativo folle di portare a compimento una rivoluzione proletaria mancata.

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    • fabriziocelliforli

      12 Luglio 2017 - 22:10

      insisto, qui: pilotati e strumentalizzati

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    • guido.valota

      12 Luglio 2017 - 16:04

      È la verità. Quindi serve una commissione parlamentare per ribaltarla.

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